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Morbidi notti al Quadraro

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http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2003/12/20/morbidi-notti-del-quadraro.html

Il Quadraro non si trova se non si fa attenzione. Bisogna andarlo a pescare in un mare di luci e vetrine e persone e macchine in fila sulla via Tuscolana. Bisogna lasciarsi alle spalle Porta Furba e l' Acquedotto Felice, che scivola via come una canzone alla fine di una giornata e non farsi ingannare dalle leggende che si tramandano sul quartiere. Non ha più l' odore della borgata, né la malinconica realtà raccontata da Pasolini, che tra Quadraro e Mandrione ambientò «Mamma Roma». Eppure i ragazzi del Quadraro sono sempre quelli, hanno la pelle olivastra di chi è venuto dal sud Italia un po' più a nord, gli occhi vivi di insofferenza che apre la porta e spinge in strada a cercarsi. Si danno appuntamento a largo Spartaco i ragazzi che vivono qui oggi, arrivano con la macchina alle otto di sera, imbottiti di piumini e scarpe di gomma e capelli impomatati, ma poi tirano fuori il telefono e chiamano quella a cui fanno il filo e diventano morbidi come qualcosa che qui non esiste. Sembra tutto duro, grigio, scuro. Il Quadraro resta diviso a metà, squarciato dalla via Tuscolana, tra i fantasmi del suo passato remoto, quando il quartiere veniva soprannominato «Cecafumo» per il fumo nero che sbuffava da qualche bottega degli artigiani venuti dalla Calabria e dall' Abruzzo negli anni 30, e quelli più recenti, con i condomini Incasa, belli e brutti a seconda dei casi. Passato e presente e in mezzo le ferite di una storia che il prossimo anno avrà compiuto il sessantesimo compleanno: il rastrellamento delle SS di Kappler nell' aprile del '44, con mille uomini deportati.

20/12/2003

 

Il Quadraro e i giovani. Art. da Secondo noi della Cecilio

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da "Secondo noi della Cecilio"
http://giornalino.ceciliosecondo.it/index.asp

Il Quadraro e i giovani

Rubrica OLTRE LO STUDIO

Al Quadraro vivono circa 21.000 abitanti. Ci sono 4 scuole medie statali e rispettive succursali, quindi c’è una discreta popolazione giovanile .

Alcuni ragazzi frequentano la ludoteca di via dei Furi gestita dall’Associazione Diversamente e svolgono varie attività fra cui il laboratorio di teatro e quello di writing .

La Diversamente, come la chiamiamo noi assidui frequentatori, è aperta tutti i giorni per chiunque si voglia iscrivere basta andare con un genitore o un parente maggiorenne.

I fantastici operatori organizzano, oltre alle attività che abbiamo detto, molte gite ludiche .

Un altro punto di incontro per i ragazzi è il “parchetto di Nicolò”, così come lo chiamano i giovani, dove c’è un campo libero di calcio e di basket. In genere ci si riuniscono due tipi di comitive: una si ritrova sotto il gazebo e l’altra al campetto. Insieme passano parte del pomeriggio giocando, scherzando e chiacchierando.

A volte i più grandi, 17 – 18 anni, giocano sotto la Damiano Chiesa a calcio e hanno chiamato questo posto: “Tedesca stadium”. Sapete cos’è la “Tedesca”? Passaggi con la palla che non deve toccare per terra ed essere lanciata in porta. Se la palla viene passata più di tre volte si tolgono 15 punti, mentre se è il portiere a toccarla, viene scalato solo un punto. Il portiere parte da 45 punti e gli altri giocatori da 40. E’ una partita, perciò, ad eliminazione.

Parlando di strutture sportive, nel quartiere ce ne sono tante, anche le scuole medie offrono la possibilità di svolgere attività sportive come la nostra scuola, la Cecilio Secondo dove molti ragazzi frequentano corsi pomeridiani di pallavolo.

In generale però i ragazzi vivono il Quadraro come un quartiere abbastanza pericoloso per il traffico delle automobili e i genitori comunque preferiscono che i figli trascorrano il tempo libero in luoghi attrezzati piuttosto che in strada.

 

Iniziativa del 2001 degli anziani del Quadraro largo Spartaco: La Gazzetta del Quadraro

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girando su internet abbiamo trovato questa splendita iniziativa del 2001 degli anziani del Quadraro Largo Spartaco:

http://archiviostorico.corriere.it/2001/marzo/20/Gazzetta_del_Quadraro_co_10_0103207686.shtml

obiettivo OVER 60 GIORNALI

La Gazzetta del Quadraro

GIORNALI La Gazzetta del Quadraro Chi lo dice che nei centri anziani si debba solo ballare, chiacchierare o giocare a carte? Perche' invece non coinvolgere gli iscritti pubblicando un giornalino che racconti storie del quartiere di ieri e di oggi? L' idea e' venuta al centro sociale anziani della decima circoscrizione, dove dal 1984 si pubblica un mensile con ricordi, poesie e scritti di vario genere. "Be' , la periodicita' non sempre viene rispettata, e anche il titolo della testata lo cambiamo ogni volta. Le collaborazioni comunque sono aperte a tutti: poeti, scrittori chiunque abbia qualcosa da dire. Niente politica pero' , solo attenzione al sociale e alle testimonianze sul passato". Alberto Ghisotti e' il motore dell' iniziativa, insieme a Enrico Riccioni e al presidente del circolo, Filippo La Bella. Oggi gli iscritti sono circa mille, ma a frequentare sono molti meno, sui trecento. "E di questi purtroppo - spiega Ghisotti - quelli che hanno voglia di scrivere sono pochissimi. Cosi' confidiamo di trovare nuove "penne" che ci diano una mano". Intanto, in attesa di futuri lettori e collaboratori, il giornalino degli anziani resiste da 17 anni, con le sue 80 copie fotocopiate nella copisteria di quartiere. "Certo, i mezzi sono quelli che sono, qui siamo al Quadraro, mica ai Parioli Pero' se c' e' da arrabbiarsi ci si arrabbia, e lo scriviamo". Appunto, come dei veri giornalisti. (Edoardo Sassi) Centro sociale anziani, Largo Spartaco 13, tel. 06.76.96.16.02.

Sassi Edoardo

 

A spasso per Roma: dieci itinerari Il Quadraro con lo scrittore Carvelli

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A spasso per Roma: dieci itinerari
Il Quadraro con lo scrittore Carvelli


http://www.paesesera.it/Cultura-e-spettacolo/Libri-fumetti/A-spasso-per-Roma-dieci-itinerari-Il-Quadraro-con-lo-scrittore-Carvelli

 

A passeggio per la Città Eterna, grazie all'iniziativa organizzata da Pluriversi e Verba, con il sostegno di Subway letterature. Ad accompagnare i viandanti guide d'eccezione pescate dal mondo della letteratura, del giornalismo e della musica DI E. PAPARELLI

Roma - diceva Alberto Sordi - è un "salotto da attraversare in punta di piedi". Accogliendo il garbato invito a una visita itinerante nella metropoli senza troppi rumori di fondo, è partita oggi la prima delle passeggiate per la Città Eterna dieci itinerari fra le vie capitoline con al timone guide pescate dal mondo della letteratura, del giornalismo e della musica.

IL QUADRARO - Non un salotto culturale a cielo aperto, beninteso, quanto una vera e propria camminata in compagnia, dove i libri e le parole scritte sono solo uno strumento in più per avvicinare un quartiere, la sua fisionomia, la sua memoria. A rompere il ghiaccio su questo "a tu per tu" con i luoghi della Capitale è stato per questo mese lo scrittore Roberto Carvelli, che a Roma ha dedicato più di un volume (Perdersi a Roma, Amarsi a Roma, AmoRoma-Perché). E che ha accompagnato i presenti alla riscoperta del Quadraro, la zona urbanistica fra la via Tuscolana e la via Casilina (dopo la Porta Furba), il "paese nella città", come è stato chiamato in onore al suo aspetto di borgata, e che da qualche tempo sta conoscendo però una sua specifica riqualificazione che ne valorizza l'identità.

IL QUARTIERE - Un quartiere ad alto tasso di immigrazione (Sri Lanka, rumeni, pakistani, soprattutto), certamente, che può non attrarre il cittadino sprovveduto per la sua collocazione periferica, per l'attenzione frettolosa e superficiale alla storia dei suoi luoghi (quanti si soffermano a leggere le tracce di una stazione di posta per il cambio dei cavalli dietro l'insegna di una Tavarna per il pronto ristoro?), oppure per il carattere anche contraddittorio che lo contraddistingue.

I PALAZZI E I GIARDINI - Case spesso costruite in maniera spontanea, basse e tirate su alla meglio sfilano insieme a villini Liberty ed edifici inizio del '900. Caseggiati facilmente restaurabili e villini a schiera, ere che si accavallano, edifici che si affacciano su altri edifici, vicoli e vicoletti che si insinuano da ogni lato costellati da fontanelle (elemento tipico del quartiere) mentre ampi giardini condivisi con alberi secolari (il verde è garanzia di umidità) scandiscono il ritmo di pieni e di vuoti. Nonostante la ritrosia che può ispirare un quartiere di questo tipo, al Quadraro, racconta Carvelli, è facile nascondersi e ritagliarsi uno spazio di intimità lontana dai riflettori. Insomma, più che perdersi, ritrovarsi.

LE VIE - Focalizzato sugli aspetti interiori dei luoghi romani, Carvelli, che al Quadraro non è nato ma lo stesso c'è vissuto, da bravo Cicerone anche dei palpiti del cuore, è abile nel presentare la zona secondo un modo di sentire, una prospettiva, come la chiama lui, "laterale". Amarsi, sentirsi a proprio agio, liberi. Parodossalmente, proprio in un quartiere che era facilmente accerchiabile. E proprio in una zona urbanistica ad alto tasso di conflitti: confini fra vicini spesso da stabilire, ribadire, difendere. Via degli Angeli, via Columella, la bella via dei Ciceri, la fine di via dei Quintili, la "Quinta Avenue" (parola di Acitelli), via dei Pisoni, ecc.: il tragitto è una full immersion di parole e di cose. Fatta in un'oasi che solo in apparenza sembra trascurata, decadente. Il murales nel Giardino dei Ciliegi è il segno di un quartiere anche pieno di giovani (dove si fa ancora vita di strada), forse difficile da amministrare ma di certo vitale.

GLI SCRITTORI - Insieme alle parole di Carvelli, quelle di altri scrittori che l'autore cita fra una camminata e l'altra, sulla scia di descrizioni e aneddoti, intermezzi clowneschi e notazioni storiche. I rimandi sono in particolare ai testi di Ascanio Celestini ("Scemo di guerra"), Walter de Cesaris ("La borgata ribelle"), Fernando Acitelli ("Sulla strada del padre") e, naturalmente, Pier Paolo Pasolini.

LA RESISTENZA - Obbligatorio soffermarsi ampiamente sul rastrellamento del 17 aprile del 1944, quando le SS vennero spedite a "schiacciare il nido di vespe" rappresentato dal quartiere.

CELESTINI - Ascanio Celestini che al Quadraro è nato (e poi si è trasferito a Morena) in "Scemo di guerra", uno dei suoi spettacoli "di punta", ispirato a fatti realmente avvenuti il 4 giugno del 1944, ha lavorato sui ricordi del padre riguardo ai fatti del Quadraro e all’ultimo giorno di guerra a Roma. Alla parole di Celestini, si affiancano quelle di Walter de Cesaris e del suo "La borgata ribelle - Il rastrellamento nazista del Quadraro e la resistenza popolare a Roma": parole e scrittura che si fanno narrazione orale, per gettare sui luoghi uno sguardo non soltanto consapevole, ma anche emotivamente partecipato, più prossimo. Questo è in fondo l'obiettivo di escursioni cittadine di questo tipo, complice non solo il bel tempo, ma anche la curiosità e l'attaccamento per l'urbe, qualla più intima che ciascuno «riscrive» a suo modo con la memoria. "Perdersi a Roma" non è mai così piacevole come in queste occasioni. Chi ci vive lo sa. E sorride alle parole di Ennio Flaiano: "Vivere a Roma è un modo di perdere la vita".

Elena Paparelli
Sabato, 29 Settembre 2012
 

Il Quadraro come concetto geografico - sentimentale. di Roberto Carvelli

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Il Quadraro

come concetto geografico-sentimentale

http://www.paesesera.it/Societa/Il-Quadraro-come-concetto-geografico-sentimentale

Questa puntata è dedicata al Quadraro un quartiere che, come pochi altri avrebbe bisogno di un vincolo che lo protegga per quello che è oggi: un’oasi urbana con una specie a rischio di estinzione, una architettura fatta di libertà monocellulare DI ROBERTO CARVELLI

Via dei Lentuli, Quadraro, Roma, Italia. A sinistra l’autunno, tardo. A destra la primavera, incerta. Un giorno di pioggia e nuvole e, a spartiacque, il giallo “foglie morte” e il rigoglio dell’indecifrabile stagione sempreverde. Ecco l’immagine del non più mezze stagioni. Al Quadraro. Quartiere con suoi confini precisi che fa venire in mente la omelia delle scuole medie. Confina a nord con...a sud con... E ci sono segni precisi. Via Tuscolana che scorre lì a sinistra, oltre il giallo, poco più su. Ma poi via degli Angeli, via Columella. Non c’è pericolo da queste parti di annessioni, né il rischio di una Grande Tuscolana come di una Grande Serbia o di una Grande Germania persino nella divisione dei municipi: qui VI, di là X. Il Quadraro è piccolo e piccolo, si sa, è per definizione bello. Di un bello talvolta triste ma sempre orgoglioso. L’orgoglio è noto, quello del rastrellamento che lo ha reso quartiere a medaglia d’oro del valore. Vivervi – e io, modestamente lo vissi (per dirla parafrasando Totò) – fa pensare a vivere in una pagina di storia. Storia triste che forse sopravvive in pochi ricordi ancora “viventi”.

Al Quadraro ha dedicato un bel diario di viaggio personale Fernando Acitelli. Lo ha fatto sulla scorta della memoria e della vita del papà. Sulla strada del padre (Cavallo di Ferro) s’intitola questa ricognizione picara sui luoghi generativi della sua vita nella forma di un romanzo topografico. Un tributo personale pieno di sentimenti e strade. Scrive Acitelli (autore dell’indimenticato poema per figurine calcistiche La solitudine dell’ala destra): “Il Quadraro non è soltanto un quartiere, è uno stato d’animo”. E dissente su quei viaggi intellettuali – e da “ricchi” – in questa terra che pochi possono capire se non l’hanno vissuta. Acitelli l’ha vissuta, anche nelle parole del padre, e la racconta come una “linea difensiva uruguaiana”. Si attarda su due luoghi dell’anima: la fine di via dei Quintili (dalle parti di via Quinto Ortensio, per intenderci, verso la Madonnina), la Quinta Avenue come la ribattezza di questo quartiere, e via dei Pisoni che le maps di Google vi farebbero vedere in cima alla foto. Lo scrittore ci si perde a caccia di segni di presenza-assenza dei tempi di suo padre. Trova pochi cambiamenti e questa è la forza di questo piccolo agglomerato di case basse o bassissime in cui l’ascensore più che un orpello è un assurdo concettuale. “Le case intoccabili del Quadraro, quei villini di cui si coglie l’antica stabilità, la lesena definitiva, la carezza della prima mano d’intonaco, il pergolato che prende a distendersi su un lato senza finestre, a definire un orto, rifugio di quiete e di fresco”. Sono pagine belle quelle di questo libro traboccante di sentimenti come la fontanella in cui beve prima di lasciare il sagrato del quartiere verso via degli Angeli. Fermano un’idea dell’abitare in parte sopravvalutato di valore. La lotta dei confini, unico motivo del contendere (vero!), non è così a prova di alleanze. I dissidi per questioni di staccionata sono spesso punti fermi (o morti) di un contendere che definisce separazioni che neppure una riunione di condominio potrà sanare. E questo trascina in un pensiero di Romoli e Remi senza composizioni di sorta. Ma è vero che bisognerà trovare una pace oltre (senza) il coltello. Un accomodamento che sarà, però, una tregua armata.

Il Quadraro è cambiato o sta cambiando – un pub in arrivo, murales nel Giardino dei Ciliegi, oltre a quelli di via dei Lentuli (ma ne parleremo in una puntata futura) – ma nulla potrà far dimenticare la storia triste di quell’alba nazista. Nulla potrà togliergli quell’aria paesana, privarlo del senso maudite e un po’ malinconico, né fargli perdere l’orgoglio del colore rosso, l’idea di vivere – condividendoli – i principi di un’uguaglianza che per altri è sopravvalutata. Ma i risultati, a ben vedere, sono sotto gli occhi di tutti. Il Quadraro, come pochi altri quartieri romani, avrebbe bisogno di un vincolo che lo protegga per quello che è oggi. Un’oasi urbana con una specie a rischio di estinzione, da proteggere: un’architettura fatta di libertà monocellulare pianificata. Non la serialità dei villini a schiera che omologa il desiderio di indipendenza in un concetto-alveare in cui tu che compri hai l’impressione di aver scelto quello che, in definitiva, ti ha scelto. O, peggio, comprato.

Roberto Carvelli
Sabato, 10 Dicembre 2011
 

Le scritte al Quadraretto

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Le scritte al Quadraretto

Piazza del Quadraretto, via dei Fulvi e strade limitrofe erano infestate da scritte e scarabocchi. Il Comune e la polizia completamente assente nel bloccare il fenomeno e nel ripulire i muri.

Privati, negozianti, condomini decisero di provvedere da sé pagando spese non di poco conto.

Fino a qui sembra una storiella a buon fine. Ma neanche a pensarlo. (In)Utili idioti, indisturbati nelle ore notturne hanno risporcato, nel tempo, tutto con scritte a vernice spray. Cosa c’è scritto di tanto urgente da rischiare una punizione esemplare se beccati (si fa per dire)?: minacce a un poliziotto che ha ucciso un tifoso; scritte offensive rivolte alla squadra avversaria; botta e risposta dell’altra squadra che scarabocchiando cancella il nome della propria e mette quella dell’altra… o, ancora, per dire a tutti di essere contro la tessera del tifoso.

Non è l’ennesima dimostrazione d’inciviltà di questo quartiere in questa città devastata dal degrado. La grafia è sempre la stessa; è evidente che trattasi delle stesse due persone con innegabili disturbi di disaggio e che probabilmente abitano nella stessa zona. Basterebbe poco:  indagare per individuarli e obbligarli a ripulire. Ma non è mai successo in nessuna altra parte della città. Forse sarebbe bastato un esempio per non ritrovarci di nuovo in mezzo alla devastazione e capire se la massima “colpiscene uno per educarne 100” è una falsità.
Angelo Tantaro

Domenica 12 Giugno 2011 - 15:01

 

Quadraro, eternit davanti all'Usl Rmb 06/06/2011

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Paese sera - Municipio X - Lunedì, 06 Giugno 2011
Quadraro, eternit davanti all'Usl Rmb
http://www.paesesera.it/Cronaca/Quadraro-eternit-davanti-all-Usl-Rmb/(local)/135

La 'Sezione Quadraro 947' in questi giorni organizza un volantinaggio di protesta 

Lo denunciano da anni, ma nel rimbalzo delle competenze, al Quadraro si continua a respirare eternit. In via Cartagine, accanto all’Usl Rmb, tre capannoni di proprietà privata con il tetto in amianto stanno mettendo in allarme i pazienti del poliambulatorio e i residenti delle abitazioni limitrofe. Le strutture in eternit, non più abitate né utilizzate, sono fatiscenti e intorno si è creata una piccola discarica a cielo aperto.

“Ci siamo confrontati con i dirigenti dell’Usl e sappiamo che anche loro hanno fatto diverse denunce – racconta Claudio Siena, responsabile per l’Idv della ‘Sezione Quadraro 947’-, abbiamo scritto tante lettere di protesta, ci siamo rivolti al municipio e al Comune di Roma, ma non abbiamo mai ricevuto risposte”. I militanti della Sezione Quadraro 947 (il numero ricorda le vittime del rastrellamento del 1944) in questi giorni ripropongono il volantinaggio contro il degrado e rivendicano il diritto alla salute: “Un paradosso avere l’eternit proprio accanto a una struttura sanitaria – conclude Siena – i nostri amministratori dovrebbero vergognarsi”. di C.V.

 

Il Quadraro coltiva un sogno diventare una seconda Trastevere. di Laura Pugno 01/10/2003

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La Repubblica.it

Il Quadraro coltiva un sogno diventare una seconda Trastevere 
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2003/10/01/il-quadraro-coltiva-un-sogno-diventare-una.html

01 ottobre 2003 —   pagina 7   sezione: ROMA

Andiamo al Quadraro. Prima della guerra, quando da qui qualcuno si metteva in viaggio per raggiungere i rioni del centro, diceva «Io vado a Roma». Oggi andiamo noi, al Quadraro, a vedere cosa ci racconta questo che mezzo secolo dopo è a pienissimo titolo un pezzo di Roma, e che dagli anni Ottanta in poi, grazie al cordone ombelicale della metropolitana, al resto di Roma è collegato molto più rapidamente e molto meglio di tanti altri quartieri più recenti, e forse fisicamente più vicini. Potenza degli dei sotterranei... Anche se quando, restando in superficie, muovendosi in macchina mettiamo, si arriva a Porta Furba, e si vede proseguire in distanza l' Acquedotto Felice, si ha ancora la sensazione di varcare un confine immateriale. E, imboccando subito dopo la discesa della Tuscolana con una sensazione di ralenti, è immediatamente percepibile come questa grande arteria di traffico e negozi, che punta verso Cinecittà e il Centro Sperimentale e oltre, la campagna dei Castelli, tagli in due il quartiere come un fiume: a sinistra il Quadraro vecchio, quello che un tempo di chiamava Cecafumo, "il centro storico" del X Municipio come lo definisce Sandro Medici che ne è da due anni il presidente; a destra, il cosiddetto quartiere Incasa, un esempio di quella ricostruzione degli anni Cinquanta che lascerà traccia di sé nei manuali di architettura. Cecafumo. Il nome deriva, dicono le storie, o le leggende, dal fatto che negli anni Trenta, quando questa era zona di immigrati dall' Abruzzo, dalla Calabria, dal Sud del mondo di allora, qui si trovava la bottega di un artigiano da cui si levavano dei fiumi spessi e neri che ti accecavano gli occhi. Quel nome è rimasto nel titolo di un documentario firmato da Piero De Gennaro e Maurizio Ciampa: Cecafumo, storia di un territorio. Del resto, qui dove già si respira l' aria di Cinecittà, il cinema è sempre stato di casa, a cominciare da Mamma Roma di Pier Paolo Pasolini, che tra Quadraro e Mandrione si muoveva tracciando un nuovo territorio non solo letterario. Quella di Cecafumo è un' indagine fatta di testimonianze che percorre il X Municipio, raccontandone il presente ma soprattutto il passato, e che a settembre 2003 sarà distribuita in decine di migliaia di copie, gratuitamente, alle famiglie del quartiere. Davanti ai nostri occhi, nelle parole di chi c' era, scorre così il Quadraro delle cento osterie, del "bar di Carfagna" che sorgeva dove oggi, a largo dei Quintili, c' è un ristorante cinese, e dove si riunivano un po' tutti, di via dei Quintili che faceva da Corso, dove nascevano amori e si combinavano fidanzamenti. Ma anche il Quadraro del rastrellamento del 17 aprile del 1944, quando le SS vengono inviate, con il maggiore Kappler capo dell' operazione, a «schiacciare il nido di vespe» che per loro il quartiere rappresentava. Racconta Sandro Medici: «Un tempo, la città finiva a Porta Furba, e via del Mandrione era la strada di bordo che chiudeva Roma come in un perimetro, accarezzando l' Acquedotto Felice. Il Quadraro nasce come agglomerato urbano un po' residuale, prima con baracche, poi con piccoli edifici. Anche la popolazione che abitava qui era in un certo senso residuale: emigrati, fuggitivi, sbandati tutte categorie sociali che preferivano starsene poco in vista, un po' accucciate. Negli anni del Fascismo il Quadraro diventa una specie di territorio franco, rifugio di antifascisti, di cellule comuniste e anarchiche. Queste caratteristiche urbane e umane da "favela" sovversiva fanno sì che dopo il 44, con l' occupazione nazista di Roma, il Quadraro assuma agli occhi dei tedeschi un' aria decisamente minacciosa. Ci sono stati via Rasella e il massacro delle Fosse Ardeatine. Aggiungiamo che l' esercito di occupazione aveva bisogno di trovare braccia da deportare in Germania a lavorare fabbriche. Così all' alba del 17 aprile del '44, un' intera guarnigione di SS circonda il Quadraro vecchio, irrompe nelle case mentre le famiglie dormono ancora e porta via poco meno di mille uomini - il numero accreditato è di 947 - tra i 18 e 50 anni. Li fanno prigionieri, li radunano sul piazzalone degli stabilimenti di Cinecittà, di lì li portano al campo di Fossoli dove vengono smistati sui treni diretti in Germania. Alcuni di loro riescono a fuggire e a far rientro in Italia, dove si uniscono alle formazioni partigiane: ma quest' impresa riesce solo a pochi. Il gruppo più numeroso, una volta arrivato in Germania, tenta la ribellione e viene mandato a Dachau o in altri campi di concentramento. Meno delle metà riesce a tornare a casa, e di molti di loro si sono perse le tracce. Qualcuno di loro è ancora in vita». Una leggenda metropolitana d' epoca vuole coinvolto nel rastrellamento del Quadraro anche il Gobbo del Quarticciolo, che durante una rissa in un' osteria avrebbe ammazzato due soldati tedeschi attirando così sul quartiere l' ira dell' occupante nazista. Continua Medici: «Il rastrellamento del Quadraro è sempre stato considerato un episodio minore della Resistenza. A mio giudizio, invece, è un fatto importante, che fa da atto storico di nascita di tutto il X Municipio, composto anche da quartieri, come Don Bosco o Capannelle, che hanno al massimo 50 anni. Per questo vorrei che il suo anniversario diventasse una sorta di festa della comunità. Abbiamo messo una targa a Largo dei Quintili, e una scultura commemorativa nei giardinetti di Monte del Grano, un antico silos romano ritrovato in tempi recenti intorno a cui è stata creata una piccola area di verde pubblico. Per il 2004, anno in cui ricorre il sessantesimo anniversario, vorrei che le celebrazioni fossero ancora più significative. Per questo mi sono permesso di scrivere una lettera al Presidente Ciampi, per chiedergli di aiutarmi in questa iniziativa, solennizzandola con un riconoscimento o un' onorificenza». Dalla Resistenza romana alla ricostruzione degli anni Cinquanta. Per l' urbanista Paolo Berdini il Quadraro, soprattutto il Quadraro nuovo, racconta la storia di un' occasione che la mano pubblica in parte ha saputo cogliere, grazie anche all' apporto di architetti come Francesco Saverio Muratori e Adalbero Libera, e in parte ha mancato: «Il Quadraro è un quartiere nascosto. Chi esce dalla metropolitana e si avvia per la Tuscolana non lo trova subito, deve inoltrarsi per le sue stradine. Se il Quadraro vecchio si sviluppa soprattutto negli anni Trenta e Quaranta, con un certo "disordine" che oggi ai nostri occhi appare interessante, e mantiene nel tempo abbastanza bene la sua antica fisionomia fatta di edifici bassi, a un piano solo o due, dal punto di vista urbanistico è la zona Incasa la più rilevante. Mano a mano, le due parti del quartiere divise dalla Tuscolana prendono strade diverse. Intorno alle realizzazioni migliori del quartiere Incasa iniziano a nascere edifici più anonimi, l' orto cittadino cede allo smorzo di materiali edili... Il quartiere, visto con gli occhi di oggi che sono stati testimoni di tante brutture dell' edilizia popolare recentissima, ha un aspetto molto a misura d' uomo. Ma si poteva fare anche meglio. Si poteva creare un vero e proprio gioiello, una di quelle zone della città che suscitano meraviglia per la loro bellezza. C' era un piano di recupero che doveva partire agli inizi degli anni Ottanta - fu chiesto dal quartiere all' epoca di Petroselli - e che non è mai stato realizzato... Certo, oggi, il Quadraro ha una buona vivibilità, ma certi rimpianti restano... Viene da pensare a quelle straordinarie sale cinematografiche degli anni Quaranta, com' erano il cinema Quadraro e il cinema Folgore, che fungevano da punto di riferimento per un' intera comunità: dove mai si trova, oggi in un qualsiasi quartiere di periferia, qualcosa di simile?». Oggi il Quadraro, come molti altri quartieri di Roma, è anche zona di nuova immigrazione, proveniente soprattutto dal Maghreb. Ma c' è anche un piccolo movimento di migrazione interno alla città, qualcuno che dal centro decide di venire a vivere qui, e trova una certa pace. Francesco ha trentacinque anni. Ha venduto un appartamento in via san Martino ai Monti e ora ha comprato casa vicino a via Opita Oppio; in comune tra i due appartamenti, la mancanza di un ascensore. «Adesso ho un albero che mi entra dentro casa», racconta. «E dalla terrazza vedo il Parco degli Acquedotti», i sette acquedotti romani di cui si conservano i resti: Anio Vetus, Anio Novus, Mario, Tepula, Julia, Claudio, Felice. Questo piccolo episodio privato potrebbe essere il segno di un cambiamento a venire. Le richieste per l' apertura di locali e di esercizi commerciali, al X Municipio, sono in crescita. Forse, come già sta accadendo al Pigneto, e come ci conferma Sandro Medici, «anche il Quadraro potrebbe avviarsi a diventare una seconda Trastevere o una nuova San Lorenzo». - LAURA PUGNO

 

Cinecittà, così la borgata rossa ha voltato le spalle alla sinistra. di Giuseppe D'Avanzo 30/04/2008

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La Repubblica.it
http://www.repubblica.it/2008/04/sezioni/politica/elezioni-2008-sette/citta-capovolta/citta-capovolta.html

Qui si rifugiavano i partigiani, qui ci fu un rastrellamento nazista ma lunedì in 19 seggi su 20 Alemanno ha battuto Rutelli

Cinecittà, così la borgata rossa ha voltato le spalle alla sinistra
30 aprile 2008

C'erano due modi a Roma per farla in barba ai tedeschi durante la guerra. O ti rifugiavi in Vaticano o al Quadraro. I partigiani si nascondevano al Quadraro nelle vecchie cave di pozzolana o, meno precariamente, al Sanatorio Ramazzini. Si sentivano sicuri: in quelle strade non s'era mai visto un fascista, figurarsi un tedesco.  

La convinzione durò fino alle 4 del mattino del 17 aprile del 1944. Per ordine di Herbert Kappler, gli uomini della Gestapo, delle SS, della Wehrmacht, della banda Koch sbarrarono ogni strada di accesso e di fuga. Rastrellarono 917 uomini e li deportarono in Germania. Solo la metà ritornò a casa. I morti del Quadraro, come i martiri delle Fosse Ardeatine, sono il passato non rimosso di Roma, le ragioni di un convinto antifascismo e in quella borgata - tra le palazzine liberty del primo novecento e le deformi lottizzazione urbanistiche degli anni ottanta - il ricordo vivo che ha sempre connesso l'esperienza dei contemporanei alle generazioni precedenti; una memoria collettiva che è diventata di generazione in generazione genius loci, identità, opzione politica. Fino a lunedì, quando il voto ha reciso il filo lungo e forte di quel passato storico e, nei venti seggi del Quadraro, il postfascista Gianni Alemanno l'ha avuta vinta in diciannove contro Rutelli.

Il successo ha clamorosamente trascinato verso destra l'intera municipalità - la X, Tuscolano, Cinecittà, Capannelle, IV Miglio, Appio Claudio, Romanina, Anagnina, Nuova Tor Vergata, 200 mila abitanti. Dove al primo turno "passava" il presidente del municipio Sandro Medici con quasi 59 mila voti, Rutelli si fermava a 55.379 contro i 42.787 di Alemanno. Al ballottaggio c'è stato un improvviso capovolgimento. Rutelli perde settemila voti, Alemanno ne guadagna quasi diecimila (51.409). 

Sandro Medici - un passato di direttore del Manifesto - dice: "Perdere qui replica la lontana, prima sconfitta della Quercia a Mirafiori a vantaggio di Forza Italia; duplica il voto operaio del Nord alla Lega. Se l'esito è lo stesso, i perché sono diversi". Il perché di Massimo Perifano, gelataio, è custodito in una sola parola: "Menzogna". Raccontavano, dice, di una Roma luci e paillettes; una città felice, allegra, che se la godeva. Una città serena, accogliente, solare, senza ombre e problemi. "Sì, magari qualche problemino presto risolvibile qui e là, ma nulla da impensierirsi. Bene, quelle parole ascoltate da queste borgate erano menzogne che non ingannavano nessuno. Che facevano soltanto incazzare, molto incazzare perché erano bugie che lasciavano capire come al Campidoglio non importasse nulla delle borgate; che non avevano bisogno di noi; che il nostro destino gli era indifferente; che potevano fare a meno di noi, di quel che pensavamo o soffrivamo o chiedevamo".   

Il popolo di Roma sa essere entusiasta e appassionato. Risentito, se imbrogliato. Feroce, se pensi di trattarlo con sfrontatezza e arroganza. Le storie che si raccolgono a Cinecittà svelano "una superbia" che il voto ha voluto punire. Non è che qui non abbiano capito quale pensiero strategico ha convinto Walter Veltroni, nella sua seconda sindacatura, a convogliare gran parte delle risorse comunali e della legge "Roma Capitale" in grandi opere infrastrutturali come la linea C della metropolitana.  

Quel che non buttano giù è perché quell'ambizione ha dovuto riservare alle borgate soltanto negligenza, il progressivo abbandono dei servizi sociali, della piccola manutenzione. C'è qui il Parco degli Acquedotti. È bellissimo. Al centro c'è un laghetto. Lo si è lasciato inaridire. Sono stati eliminati gli orti abusivi. Si doveva riqualificare l'area. Non se n'è fatto nulla. Soltanto per sciatteria non si sono eliminate le buche nelle strade, le piccole discariche abusive "che anche soltanto in una sola notte ti appaiono davanti a casa". Non è stato ristrutturato quel rudere che doveva ospitare il centro anziani a Largo Spartaco. Per disattenzione non si sono completati i marciapiedi, non sono state aperte - e soltanto per stupidi intoppi burocratici, eliminabili con un atto di volontà - una decina di piccole opere già pronte, un sottopasso, una "bretella", un parcheggio, una scuola. Soltanto per disinteresse non si è voluto porre limite al degrado del terminal dell'Anagnina, come se il destino della città e l'abitare si potessero declinare soltanto con le categorie del simbolico, dell'immaginario, della comunicazione e queste fossero capaci di rendere invisibile la realtà.

Ti ci accompagnano al terminal perché, dicono, "vedrai, non puoi immaginarlo". E non lo si può immaginare, infatti, quel suk. Il piazzale della metro all'Anagnina è immenso come tre o quattro campi di calcio. Ospita il terminal dei bus delle linee cittadine (verso il centro), interprovinciali (Castelli), interregionali (Calabria), internazionali (Romania). I venditori ambulanti autorizzati dovrebbero essere soltanto quindici. Sono centinaia e centinaia e centinaia. Ogni settore merceologico ha il suo banco, piccolo o grandissimo. Ogni etnia, il suo angolo. Quando la domenica arriva sul piazzale il pullman da Timisoara, i rumeni fanno festa. Hanno a disposizione, quel giorno, anche il loro barbiere, un ristorante improvvisato, la musica, i bar e, dicono, "spesso bevono troppo e litigano".  

Quel piazzale era la porta di casa della borgata, l'uscio di un territorio circoscritto, riconoscibile. Con la sua umanità, i suoi odori nuovi e indefinibili, il suo disordine, le illegalità piccole e grandi, è diventato un vuoto che non ospita, che non si può abitare, un brulicante vuoto minaccioso che ha cancellato ogni significato accettato e comune nel dirsi "sono di Cinecittà, del Quadraro, del Tuscolano". La predicazione "buonista", l'inerzia ipocrita che lascia le cose così come sono - e soddisfatti soltanto chi non ne paga le conseguenze ogni giorno - produce qui furia, rabbia, la secrezione infausta di un'impotenza, la convinzione di non essere ascoltati, "di non contare nulla".

"La sinistra non ha le culture e il sapere per affrontare la percezione dell'insicurezza - ammette Sandro Medici - Qui non abbiamo grandi problemi di sicurezza nel senso che, se guardi le statistiche, vedrai che non ci sono criticità e i vecchi del quartiere ti spiegheranno che negli anni Ottanta, con la guerra tra la banda della Magliana e i napoletani, era molto più pericoloso girare di notte da queste parti. Voglio dire che non è minacciata l'incolumità delle persone, ma la loro familiarità con il luogo che abitano. Trovano la spazzatura davanti alla loro porta. Vedono gente che non conoscono. Sono invasi dal fumo dei fili di rame bruciati negli improvvisati campi rom. Questo spaesamento ha provocato l'incertezza e l'insoddisfazione che in Campidoglio non hanno voluto comprendere fino alla bocciatura di Rutelli, oggi. I municipi più popolosi ci hanno voltato le spalle e si sono rivolti a chi ha promesso sgomberi e deportazioni".

Messe così le cose, sembrerebbe che il peso della sconfitta della sinistra a Roma, in questa municipalità "rossa" per tradizione e convinzione, sia da scaricare per intero sulle spalle di Walter Veltroni, responsabile di aver dimenticato le borgate a vantaggio del glamour dei concerti al Colosseo, delle Feste del Cinema, della Città dello Spettacolo. Sarebbe un errore. Anche l'investitura di Rutelli, dicono, ha avuto il prezzo da scontare. Il come si è scelto quel nome. Il perché lo si è scelto. È parsa soltanto la mossa di un'oligarchia, la ricerca di un nuovo equilibrio all'interno di "una cricca di potere".   

Un altro segno che la distanza tra la politica e la società civile rende le scelte indipendenti dai gruppi sociali, dalle loro aspirazioni, dalle loro necessità o interessi. Il processo politico riproduce soltanto se stesso. Pensa di poter trascendere gli umori di chi vota, il sostegno attivo della società che pure rappresenta. Una filosofia del potere che, dicono, "non ha fatto i conti con il carattere e il temperamento del popolo di Roma che chiede di essere rispettato oltre che rappresentato, coinvolto e non soltanto usato e che, se non rispettato e coinvolto, ti liquida con un vaffanculo".  

La prova è nei numeri. Se Alemanno, al Quadraro, ha sconfitto Rutelli diciannove a uno, Nicola Zingaretti, candidato della sinistra alle provinciali, ha battuto il suo avversario per venti a zero. Vuol dire, ti spiegano, che un'altra candidatura e un altro metodo avrebbero potuto anche attenuare gli errori del passato e ottenere con margini contenuti un altro mandato, un'altra fiducia. Sarà. Resta un ultimo argomento da mettere in piazza. Come è possibile che una borgata per storia e tradizione antifascista ha votato un postfascista? Le risposte che si raccolgono sono un coro: "Quei pregiudizi ideologici non contano più. Non funzionano. È roba del passato. Alemanno, un Alemanno ripulito, è apparso credibile, affidabile, concreto anche ai vecchi che, alla bocciofila del Quadraro, ancora possono raccontare quel 17 aprile del 1944". GIUSEPPE D'AVANZO

 

Cinecittà, sfida al cambiamento di Gabriele Isman. 23/05/2006

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La Repubblica.it
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2006/05/23/cinecitta-sfida-al-cambiamento.html

Cinecittà, sfida al cambiamento
23 maggio 2006 —   pagina 4   sezione: ROMA

Se Roma è da sempre un laboratorio politico, negli ultimi cinque anni il municipio X ne è stato l' avanguardia, tra le requisizioni delle case vuote da anni e la loro assegnazione a famiglie senza alloggio fino ad arrivare ai Pacs. In entrambi i casi le decisioni del municipio di piazza Cinecittà e dei suoi vertici hanno suscitato polemiche e, nel caso degli alloggi, anche una richiesta di rinvio a giudizio per il minisindaco Sandro Medici (domani la sentenza), che, eletto nel 2001 come indipendente nelle fila di Rifondazione Comunista, alle elezioni del 28 e 29 maggio chiede un secondo mandato alla guida del parlamentino di piazza di Cinecittà. Suo diretto antagonista è Vincenzo Tarantino per la Casa delle Libertà. In tutto sono sei i candidati presidenti, con un totale di 21 liste ammesse al voto: a proporsi - oltre a Medici e Tarantino, sostenuti rispettivamente da 9 e 8 liste - Aldo Pennisi (Fronte nazionale - Forza Nuova), Davide Amiconi (Movimento popolare Delfino), Simone Viti (Fiamma Tricolore) e Fabio Addabbo (Democrazia Attiva). Chi verrà eletto, si troverà a confrontarsi con le criticità del territorio, a cominciare dalla viabilità nei 38,98 chilometri quadrati che compongono il municipio tra i quartieri di Cinecittà, Quadraro, Appio Tuscolano, Appia Pignatelli, Capannelle, Romanina e Morena, in quella che sarebbe la 18 esima città italiana per abitanti, con i suoi 181.390 residenti (dati aggiornati al 31 dicembre 2003). Ad aggravare una situazione già difficile nel traffico, i lavori sull' Appia per la demolizione e ricostruzione di un ponte all' altezza dell' Ippodromo delle Capannelle: l' intervento, iniziato nei giorni scorsi, porterà alla riduzione delle corsie sull' arteria a metà giugno e poi alla chiusura completa per tre settimane ad agosto. Altra criticità: l' emergenza casa, perché sono tanti gli alloggi degli enti nel municipio X e non tutti gli inquilini sono riusciti, dopo le cartolarizzazioni, a comprare i metri quadrati in cui vivevano. Altra questione aperta: la densità altissima nella cintura dei centri commerciali : negli ultimi 5 anni il municipio ha bloccato che se ne aprissero altri due - alla Fonte Appia e a Romanina-Carcaricola - ma i residenti continuano a soffrire il traffico verso le aree commerciali. Tra gli aspiranti consiglieri municipali, la lista civica Veltroni - guidata da Claudia Lovisetto, che cerca un secondo mandato - candida anche Roberto Parravani, direttore del dipartimento di Salute mentale della Asl RmB. Rifondazione Comunista propone l' insegnate Roberta Manzaroli, particolarmente attiva nei comitati anti Moratti; dal centro sociale Spartaco arriva invece Sandro Luparelli della lista Romarcobaleno guidata, in questo municipio, da Nunzio D' Erme; nel centrodestra, dall' Udc il giovane Manuel Marzinotto e, per Forza Italia, Maria Rosaria Rossi, imprenditrice nel territorio. - GABRIELE ISMAN

 

Iniziativa per il decoro al confine del Quadraro nel X Municipio

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Lo stato dell’arte a 20 giorni dalla dichiarazione di guerra del sindaco di Roma


di Angelo Tantaro -
29/11/2010

Una task force armata di tutto ciò che serve per ripulire il quartiere invase il Quadraro.

Era venerdì 5 novembre 2010. Dovevano combattere le defissioni, cancellare le scritte decennali, pulire le aiuole e piccole aree verdi, lavare le zone di pregio storico.

Venne il sindaco, annunciò l’inizio del rinascimento, indossò la mascherina e guantoni e cancellò graffiti in via Decio Mure. Applausi e commozioni dei cristiani accorsi. Venne annunciato un nuovo coordinamento per il decoro per migliorare comunicazioni e interventi di AMA, Polizia Municipale, Campidoglio, Ufficio Giardini. Il Comune vincitore post veltroniano lanciava una intimidazione al decoro urbano. Scaturiva spontanea l’esclamazione del popolo: Era ora.

Il giorno dopo, al Quadraro, X municipio, una bella giornata di sole illuminava via Tuscolana e la salita del Quadraro. Una colonna di camion bianchi con la scritta Decoro Urbano –  Cancellazione scritte - Gruppo Appia Nord stava ripulendo (finalmente) i muri. Entusiasti scrivemmo subito sul giornale che era una buona giornata per Roma, per il Quadraro e tutto il  municipio. Del resto noi siamo sempre pronti a incoraggiare chi ha la fermezza di lanciare una sfida così ambiziosa. Lo facemmo anche quando Veltroni, turbato per i ragazzi che morivano a causa delle buche sulle strade, faceva sperare che venissero finalmente tappate. Ma non ne tappò nemmeno una.   

Una nonna fece presente a quello che sembrava il capo squadra di non scordarsi della parolaccia che campeggia al centro della piazza del Quadraretto, proprio dove sta l’altalena dei bambini e l’uomo gli rispose: “ A signo' mo’ è ora de pranzo, nun se preoccupi. Qualcuno ce penserà”. Intanto cancellarono i grafiti sulle mura di cinta di Santa Maria del Buon Consiglio, la chiesa del Quadraro. Che spettacolo! Due vecchietti commentarono senza riguardo al luogo sacro “Sto sindaco cià le palle! Non l’ho votato e ho fatto male”.

Che peccato, oggi dobbiamo annotare che, è siamo ormai a fine mese, non si è visto più nessuno, la scritta al Quadraretto sta lì per terra, gli idioti che hanno sporcato tutto il quartiere con le demenziali frasi “Lazio m...” “La Roma fa schifo” sono rimaste tutte; le scritte sulla salita del Quadraro sono tutte lì comprese quella del centro sociale che se anche può essere condivisibile nel contenuto, deve essere rimossa come quella sulla pubblicità di un mercatino e gli scarabocchi sui muri di qualche (ma sono troppi) maniaco. Le piante delle piccole aiuole erano secche e continuano a persistere, i cartelloni abusivi sono aumentati, e le strade fanno ancora più disgusto… che disfatta! Caro Alemanno, ti invochiamo, riprovaci ancora, convoca il coordinamento, fai qualcosa. Noi siamo qui, non andiamo a ricreazione.

Per la cronaca: le mura di cinta di Santa Maria del Buon Consiglio sono stati imbrattati di nuovo. Qualche commento dei passanti, pare altrettanto incivile, sostiene: “Gle dovrebbero sparà”; qualcun altro più mite “dovrebbero fargli ripulire tutto”.

Noi intanto ci domandiamo se a Roma c’è qualcuno che indaga su questi imbrattamuri. Oggi sul Quadraro un cielo nuvololo minaccia pioggia su Roma. 

 

I furbetti del Quadraro e la rete abusiva

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In via del Quadraro, nel X Municipio, un marciapiede comunale diventa privato con cartello pubblicitario abusivo. Sono trascorsi solo 10 anni


di Angelo Tantaro -
14/11/2010

Tanti anni fa c’era un marciapiede in via del Quadraro angolo via Viviani, poi qualcuno lo recintò e ne fece un posteggio privato per le moto dei propri clienti, affittò lo spazio per affiggere cartelloni pubblicitari 3mx4m abusivi e intascarne il ricavato, lo utilizzò per deposito pedane di materiale vario.

Il popolo del Quadraro insorse, chiamò i vigili, il X municipio, il Sindaco.

Passarono gli anni, quasi otto, e nulla di fatto. Nel gennaio 2009 fummo chiamati dai cittadini del posto che a tutti i costi volevano riappropriarsi del proprio spazio. Rivolevano il loro marciapiede, togliere quella fatiscente e triste rete arrugginita e pericolosa. Il consigliere del X Municipio Matronola presentò un’interrogazione al presidente Medici per chiedere se era a conoscenza della situazione e se non ritenesse urgente e non più rinviabile la necessità di procedere alla demolizione della recinzione metallica realizzata abusivamente dalla A.S. L’AIRONE; se era a conoscenza che già il 09/08/2000 la Direzione Amministrativa del Municipio chiedeva di procedere alla demolizione in quanto oltre che abusiva era su area Comunale.

E’ passato più di un anno. Indovinate dove è la rete e dove è il cartellone pubblicitario senza codici di identificazione. Sollecitati dai poveri cristiani del Quadraro vessati dai furbetti siamo ritornati alla carica e veniamo tranquillizzati dal Municipio che la Commissione I (Attività produttive, O.S.P. Affissioni e Pubblicità, Tributi, Bilancio, Sicurezza e Legalità) ha approvato da due mesi la rimozione.

La gente sfiancata non ne può più e si domanda: ma che fanno al X Municipio dormono? Ma non sarebbe meglio commissionarlo? Si potrà fare?

Ma il Sindaco ne è a conoscenza? Ce la faremo a sopravvivere a questa sciatteria? Un altro segno della distanza tra la politica e la società civile, è proprio questa trascuratezza, la stessa che fa trovare la mondezza di fronte alle nostre case, per la quale il centrosinistra fu battuto dal centrodestra di Alemanno che vince 19 a uno proprio qui al Quadraro, quartiere una volta rosso, figlio della migliore Resistenza.

 

Riapparsi, dopo due anni, i pali della M rossa della fermata metro A

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Sia alla fermata della metro A di Roma Porta Furba Quadraro sia in via Tuscolana altezza Arco della Primavera ora noto come Arco dell’Acquedotto Felice


di Angelo Tantaro -
06/11/2010

Dopo due anni, dei pali pubblicitari, frutto dell'abusivismo cartellonaro, sono stati rimossi proprio ieri, 5 novembre 2010 sia alla fermata della metro A di Roma Porta Furba Quadraro sia in via Tuscolana altezza Arco della Primavera ora noto come Arco dell’Acquedotto Felice.

La rimozione dell’indecenza a volte può avvenire, per intercessione dell’indignazione popolare e il fiancheggiamento della stampa che non asseconda gli amministratori.

L’esistenza dei cartelloni con tanto di etichetta del Comune furono denunciati su queste stesse pagine il 16 ottobre scorso .

Oggi le nuove foto dallo stesso punto con più luce e più aria. Ieri una squadra di operai accompagnati da vigili urbani hanno abbattuto i mostri davanti al popolo del Quadraro che commosso batteva le mani.

Immaginiamo che funzionari annoiati del Comune hanno ricevuto la seccante disposizione di indagare come e chi abbia autorizzato questi cartelloni, poi lo sconforto di dare disposizione di demolirli. Una squadra di operai entusiasta perché finalmente impiegata al suo lavoro e vigili urbani indifferenti che eseguono gli ordini hanno compiuto l’opera.

Comunque sia andata la storia, oggi al Quadraro, X municipio è una bella giornata di sole e su via Tuscolana e sulla salita del Quadraro una colonna di camion bianchi con la scritta Decoro Urbano – Cancellazione scritte - Gruppo Appia Nord sta ripulendo (finalmente) i muri.

 

La Roma (Pulita) sparita

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Arriveranno da altri pianeti, ritorneranno i netturbini con carrelli e scope, annaffieranno le piante e le strade...


di Angelo Tantaro. -
23/10/2010

Roma cialtrona, sporca e vilipesa, stuprata dalla mafia cartellonara che, con la legittimazione del Campidoglio, prima di centrosinistra ora di centrodestra, ha impacchettato la città con centinaia di migliaia di cartelloni pubblicitari abusivi, condonati, inopportuni.

Una città stressata dall’incuria con migliaia di scritte sui muri e sui marciapiedi e attacchinaggio abusivo anche da parte dei partiti di chi si è candidato a governare Roma e addirittura l’Italia. Centri sociali che inneggiano alla rivolta contro amministratori scialbi e affaristi e imbrattano la nostra città facendoci vivere nel sudiciume.

Questa è la Roma dei ministeri, della Chiesa e delle borgate, “La corona di spine che cinge la città di Dio” (P.P. Pasolini), della solitudine dei migranti, dei scafisti della città, della metro traboccante e sudata, del percorso di guerra nello scambio metro della stazione Termini, di un popolo romano generoso e tollerante, nostalgico figlio di Roma caput mundi, già capitale del mondo noto.

Arriveranno da altri pianeti, ritorneranno i netturbini con carrelli e scope, annaffieranno le piante e le strade, lasceranno quel gradevole odore di asfalto bagnato, spariranno i cartelloni, ci sarà più aria e più luce e i muri ritorneranno puliti.

E sarà bello passeggiare in una città meno guastata, con un popolo in libertà, sorridente e inneggiante sotto il sole di Roma al Circo Massimo.

 

Che fine hanno fatto i pali della M rossa della fermata della metro A, Porta Furba Quadraro?

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La loro visuale è stata coperta da due sconvenienti cartelli pubblicitari che portano la targhetta: SPQR – Comune di Roma - VIII dipartimento servizio affissioni e pubblicità


di Angelo Tantaro -
16/10/2010

Che fine hanno fatto i pali della M rossa che indicano la fermata della metro A, Porta Furba Quadraro?

La loro visuale è stata coperta da due sconvenienti cartelli pubblicitari che portano la targhetta: SPQR – Comune di Roma - VIII dipartimento servizio affissioni e pubblicità. Numero identificativo NBD 0066/BF323/P Via dei Fulvi 1.

Più in là, al centro della storica salita del Quadraro, da più di un mese è spuntato un altro indecente cartello che copre la visuale dell’arco dell’Acquedotto Felice, lo stesso di papa Felice Peretti, Sisto V, voluto nel 1585 e noto, per gli abitanti del Quadraro, come Arco Primavera, così chiamato tanti anni fa perché c’era la trattoria Primavera che aveva anche la fabbrica del ghiaccio e produceva la gassosa con lo stesso nome. Questo importante Arco, (ora finalmente in restauro) che segna l’entrata al quartiere medaglia d’oro alla resistenza, è stato coperto dall’osceno cartellone selvaggio con la solita targhetta SPQR – Comune di Roma – VII dipartimento servizio affissioni e pubblicità numero identificativo NBD 0056/BH231/P Via Tuscolana FR Civ 555.

La legalizzazione di questi cartelli era pratica diffusa anche con le precedenti amministrazioni comunali, per questo il popolo di Roma decise di mandare a casa l’altro sindaco e di farsi amministrare da uno nuovo. Noi, stressati da queste visioni, non possiamo che denunciare il degrado e boicottare i prodotti pubblicizzati.

Ora, caro sindaco Alemanno, un attimo di riflessione. Indaghiamo come avvengono queste concessioni: noi popolo del Quadraro vogliamo rivedere le paline della Metro Porta Furba Quadraro e il nostro Arco.

Contiamo sull’intervento di qualcuno, non potendo nemmeno prendere in considerazione quello del presidente del nostro Municipio che permette a un consigliere della sua giunta, presidente del decoro del X Municipio, di addobbare tutti i pali del Quadraretto con cartelli abusivi con la sua immagine.

Basta pensare che nonostante segnalazioni e articoli sulla stampa, a distanza di due mesi, i cartelli sono sempre in bella mostra con la foto del consigliere che se la ride.

 

Sostituiti i cassonetti Ama in via dei Fulvi

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Poco dopo la nostra segnalazione


di Angelo Tantaro -
11/09/2010

 

Il 4 settembre avevamo denunciato, con l'articolo “Decimo municipio - via dei Fulvi: AMA, segnalazioni e risoluzioni”, che nella via all'altezza del civico n. 11, due cassonetti verdi dell'AMA, erano da un paio d’anni completamente rotti e pericolosi per gli spuntoni sporgenti e per l'assenza del coperchio, proprio all’uscita della Metro Porta Furba Quadraro.

Siamo felici di poter scrivere che lo stesso giorno della pubblicazione abbiamo ricevuto raccomandazioni da parte del consigliere del X Municipio Umberto Matronola, di un suo pronto interessamento per la risoluzione del problema e, subito dopo, comunicazione da parte del Direttore Operazioni Ama della sostituzione cassonetti avvenuta l’8 settembre.

 

Decimo municipio - via dei Fulvi: AMA, segnalazioni e risoluzioni

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All'altezza del civico n. 11, due cassonetti da un paio d’anni completamente rotti, pericolosi per gli spuntoni che sporgono e senza coperchio


di Angelo Tantaro -
04/09/2010

Nel X Municipio, via dei Fulvi altezza civico n. 11, ci sono due cassonetti verdi, da un paio d’anni completamente rotti, pericolosi per gli spuntoni che sporgono e senza coperchio. Proprio all’uscita della Metro Porta Furba Quadraro.

Quando i frequentatori della metro risalgono in superficie una bella respirata di aria putrefatta non gliela toglie nessuno, considerato anche che il marciapiede è strettissimo, immaginate in questi giorni di afa che spettacolo!

Periodicamente si telefona al numero verde dell’AMA o si manda una mail e, in risposta, automaticamente, la solita replica. Tanto per citare gli ultimi interventi: segnalazione n. 1424007 del 21 giugno 2010; segnalazione n. 1445849 del 3 settembre 2010.

L’AMA si prende 15 gg. Per risolvere, ti dà un numero di pratica e ti invita a richiamare se i secchioni non vengono sostituiti. Questo sistema apparentemente banale è stato studiato, sperimentato e adottato, fino a diventare celebre per i risultati ottenuti dalle amministrazioni per sfiancare i cittadini.

Ma ci sarà un giorno che chi “amministra” si troverà prima o poi a rispondere delle conseguenze delle sue “disattenzioni”?

E’ un quesito molto ambizioso. Per adesso chiediamo solo qualche secchione nuovo e una città più decorosa.

 

La riqualificazione (mancata) di piazza del Quadraretto

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Nel centro storico del X Municipio. Polemica sui manifesti 'abusivi' del consigliere presidente della commissione decoro urbano


di Angelo Tantaro -
30/07/2010

 

Al Quadraro succede anche questo. Una riqualificazione che sta solo nella testa di chi l’ha realizzata, mentre i cittadini si sono visti riconsegnare solo una piazzetta rattoppata e sporca. Sull’asfalto le stesse scritte volgari di prima e qualche bottiglia di birra in più.

Come se non bastasse intorno alla piazzetta del Quadraretto attaccati a tutti i pali e paline, sono apparsi dei manifesti, plastificati e legati con lacci di plastica difficili da rimuovere, che avvisano i cittadini che per iniziativa del consigliere municipale X Municipio Massimo De Pamphilis presidente della commissione urbanistica, viabilità, decoro urbano e vigili urbani, vista la precarietà dell’area è stata realizzata una riqualificazione della piazza con rimozione di tronchi, installazione di recinzione in ferro, panchine e giochi per bambini.

A parte l’uso improprio del plurale (meglio tronco e non tronchi, gioco e non giochi) molti residenti ci tengono a far notare al presidente del decoro del X municipio che ha contribuito egli stesso all’ulteriore degrado della zona attaccando questi inopportuni cartelli che si spera i vigili o chi per loro provvedano non solo a farli rimuovere ma anche a redigerne opportuna contravvenzione al committente.

La piazzetta è stata riconsegna al popolo del Quadraro in maniera non decorosa, sporca, con l’unico vaso di piante secche e piena di barattoli e bottiglie vuote; con le scritte volgari che erano già presenti sulla pavimentazione e con le buche dei lavori rattoppate alla meglio con gli inevitabili dislivelli, i pali della luce arrugginiti e con i segni di tutto ciò che gli è stato attaccato nel corso degli anni.

I lavori lasciano anche un altro dubbio: perché la recinzione è stata installata in modo da restringere ulteriormente il perimetro (per più di un metro)?

Sarebbero utili delle rassicurazioni da parte dell'ideatore di questa iniziativa, che ha ulteriormente ridotto lo spazio utile della piazzetta, che ciò consentirà ancora i mercatini alimentari terra/TERRA (mercato senza mercanti) che il secondo sabato del mese aveva trovato ospitalità nella piazzetta con grande riscontro da parte degli abitanti anche di zone limitrofe.

I residenti avrebbero preferito che il consigliere municipale e presidente della commissione si fosse presentato ai frequentatori della piazza per vantarsi della sua realizzazione perché questo gli avrebbe dato modo di verificare personalmente lo scarso risultato ottenuto evitando l’ulteriore degrado dei manifesti.

Dalla piazzetta del Quadraretto si richiede la rimozione immediata dei manifesti, la pulizia di tutti i pali, il rifacimento della pavimentazione, una spazzatura della piazza, la ripiantumazione di qualche alberello e la pulitura dell’unica secca fioriera.

Non si possono far giocare i bambini in un degrado del genere. Non è gradevole soffermarsi in una piazzetta con scritte volgari sull’asfalto, rabberciato e con sporgenze pericolose.

 

I (quasi) misteri del X Municipio

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La nostra incursione del 25 maggio


di Angelo Tantaro -
31/05/2010

Martedì 25 maggio, per curiosità, ci siamo recati ad assistere ad una seduta del Consiglio Municipale a Piazza Cinecittà 11 alle ore 19.

Non sapendo dove fosse la “sala rossa” il salone dove si riuniscono i Consiglieri, abbiamo girato per i corridoi dei diversi piani senza trovare un cristiano a cui chiedere. Non solo non abbiamo trovato un’anima ma la cosa più strana è che i locali erano tutti aperti. Abbiamo girato per i corridoi deserti e siamo saliti per i piani facendoceli tutti. Alla fine siamo arrivati al 4° piano. Risolto il primo mistero. Quello del nome della sala. Nessuna evocazione romantica richiamata dalla maggioranza. E’ detta rossa per via del colore delle poltroncine.
Di misteri ne rimangono altri due. Perché i locali erano tutti aperti senza nessun (apparente) controllo? Boh! (non lo sappiamo).
Ma c’è un altro impenetrabile arcano. Abbiamo trovato cicche di sigarette per le scale, in alcuni angoli e sotto i termosifoni. In effetti, per trovare la “sala rossa”, abbiamo seguito l’odore del fumo di sigarette.
Alle pareti rari cartelli, quelli previsti dalla legge, di colore rosso e bianco con su scritto: “VIETATO FUMARE ai sensi dell’art. 1 legge 584/75... Preposto alla vigilanza dell’osservanza di divieto e all’accertamento dell’eventuale inflazione è...” Mistero. Non è indicato nessun nome, in nessun avviso, in nessun piano.
Eppure, per quanto ne sappiamo, è un obbligo indicare il nome della persona preposta alla vigilanza e all’accertamento dell’eventuale infrazione alla legge sul fumo.
Conoscere il nominativo del funzionario incaricato rimarrà un segreto fino a quando non sarà nominato e reso pubblico.

Per adesso teniamoci le cicche per terra e l’odore di fumo in un luogo pubblico come il X Municipio di Roma sede anche del X Gruppo Vigili Urbani.

 

Scava e fuggi: Italgas ha colpito di nuovo al Quadraro

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Questa volta all’uscita della Metro A fermata Porta Furba Quadraro in via dei Fulvi


di Angelo Tantaro -
28/05/2010


Via dei Fulvi, angolo via Tuscolana, tratto di strada devastata circa due mesi fa dall’Italgas che per giorni e giorni è stata impegnata a scavare, tappare e, ancora, scavare e tappare, imponendo file da esodo al semaforo, per intere mattinate e per più di un mese. Ora è tornata la pace, finalmente possiamo goderci il manto stradale dissestato. E’ un’abitudine ormai, l’Italgas ha preso di mira le strade del quartiere e le lascia peggio di come le trova.

Ma i lavori non sono autorizzati prima dall’Ufficio Tecnico del municipio? Non sono sorvegliati in corso d’opera e controllati al loro termine prima della fine del cantiere?

Bene, ora che abbiamo capito come stanno le cose, segnaliamo che la pavimentazione all’uscita della Metro A fermata Porta Furba Quadraro, via dei Fulvi, numeri dispari, è rimasta senza lastricato, con una polverosa buca di terra. Le mattonelle grigie e la pavimentazione a superficie tattile per non vedenti, sono accatastate da una parte, oramai da 40 giorni. Le piastrelle diminuiscono ogni giorno. Forse qualcuno se le porta a casa, una al giorno, per non dare nell’occhio.

Caro presidente del X Municipio Sandro Medici e Franco Morgia Assessore ai Lavori Pubblici, potete impegnarvi affinché l’Italgas ponga urgentemente rimedio all’apparente provvisorietà?
Siete a conoscenza di una specifica ordinanza del Sindaco Alemanno del 22 febbraio? La disposizione prevede che le ditte che per conto di Acea, Italgas, Telecom etc., eseguono lavori di scavo devono ripristinare l’intero manto stradale a regola d’arte e non limitarsi a “mettere una toppa” al singolo buco. E per chi lavora male multe da 450 a 500 euro per ciascun tratto mal riparato, mentre nei casi più gravi è prevista la revoca della licenza.
Le ordinanze ci sono, qualcuno le faccia rispettare. Non spetterà mica a noi cittadini? La sfiducia ci assale. Ci sarà una ordinanza che stabilisce che chi non le fa rispettare sarà rimosso?

 

La fontana e la cascata sulla salita del Quadraro

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Dopo il primo intervento di tre mesi fa l'Ama non si è più vista


di Angelo Tantaro -
03/04/2010

Nel mese di gennaio 2010 denunciammo sul giornale, l’ennesima consolidata inarrestabile incuria degli amministratori. Raccontavamo di quello che una volta c'era un bellissimo arredo urbano e della fontana con piccola cascata posta in via Tuscolana sulla salita del Quadraro.

Il giorno dopo, i cittadini del X Municipio furono testimoni di uno sconcertate e poderoso intervento dell’AMA. Un furgone bianco affiancava dei operai a piedi che percorrevano il tratto verde centrale della salita e ripuliva tutto ciò che trovava (il furgoncino si riempì molto presto). Fu sistemata l’erba e tolti i rami secchi. Sparirono le bottigliette e le buste di plastica. Che spettacolo. Veniva voglia di applaudire. Un paio di giorni dopo fu riaperta l’acqua e la piccola cascata d’acqua riprese il suo mestiere riempiendo la fontana. La gioia e la sorpresa di tutti coloro che transitano per quel tratto, fu tanta.

I cristiani del Quadraro si risentirono fieri del proprio quartiere. “Vedrai che stasera riaccenderanno anche le luci” commentava il tollerante popolino e, paziente rimase in attesa... sera dopo sera... Ora sono passati tre mesi, l’AMA non si è più vista e le luci non si sono mai accese. Così in questo momento scorre l’acqua in mezzo alle buste e, al calar del sole, nel buio.

 

Lo squallore della fontana di via Tuscolana

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Proprio all'inizio della salita del Quadraro che negli anni si è trasformata da arredo a degrado urbano


di Angelo Tantaro -
21/01/2010

La fontana è posta proprio al centro della via Tuscolana, dove inizia la salita del Quadraro e dove abita il popolo minuto quello che deve capire ogni giorno quanto è difficile entrare nell’urbe.

Fa parte di quello che una volta era un bellissimo arredo urbano, voluto da qualche amministratore illuminato. Ora è tutto abbandonato, le lampade che illuminano la fontana o quelle poste nei cespugli a livello della terra sono spente da anni. Le piante hanno come contorno buste di plastica appiccicate da secoli. Il canaletto che da sopra faceva scorrere l’acqua, tipo ruscello a cascata, è pieno di foglie morte e bottiglie schiacciate. La fontana è crepata e invece dell’acqua c’è la mondezza.

Abbiamo sollecitato qualche consigliere del X Municipio a provare a smuovere le acque (si fa per dire) ma a distanza di mesi nulla.

Nei giorni di novembre abbiamo scritto all’Acea. L’ing. Vivarelli ci ha risposto che la fontana non risulta inclusa tra gli impianti di illuminazione pubblica sui quali Acea cura la manutenzione per conto del Comune di Roma. Almeno qualcuno ci degna di una risposta. Non è male. Aggrappiamoci a tutte le posizioni positive.

 

Un quasi naufragio nell'isola ecologica del Decimo

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Un piccolo fatto di cronaca vera in viale Togliatti


di Angelo Tantaro -
16/01/2010

Mercoledì 13 gennaio 2010, una mattina come tante di gennaio con una pioggerellina invadente e un cielo plumbeo che minaccia qualcosa di più importante.

Un civile cittadino dell’urbe del X municipio di Roma sa che, nonostante il clima, deve fare il suo dovere. Si fa aiutare da un vicino di casa e carica sulla sua auto una vasca da bagno che ha fatto sostituire. Cascasse il diluvio deve portare la vasca all’isola ecologica di viale Palmiro Togliatti, quella vicino al Centro Commerciale Cinecittà 2.

Anche se piove non fa nulla. E’ sempre una vasca da bagno. Arrivato, prova a scaricarla. Pesa dai 12 ai 15 chili,  ma che sollievo aver fatto il proprio dovere.

Una voce però lo richiama alla realtà: ”Signore guardi che la vasca non la può lasciare perché non è disponibile il cassone dei metalli. La riporti via. Può riprovare oggi verso le due, sempre se ci portano il cassone, altrimenti deve ritornare un altro giorno”.

Il nostro civile cittadino cerca di capire da dove proviene la voce, la individua ed è proprio qualcuno del posto, non ci sono dubbi e non sta dicendo per scherzo. Ma non ha neanche la forza di replicare. Sarà per lo sforzo dei 15 chili o per lo sbigottimento? Sta riflettendo sul da farsi in attesa di riprendersi quando per fortuna appaiono degli zingari che orbitano nei paraggi, trafficanti in metalli.

“Signore non si preoccupi. Ci pensiamo noi. Non vogliamo soldi, solo la sua vasca”, agguantano la vasca e spariscono.

Il sig. Romolo Mariani, così si chiama il nostro irreprensibile, educato cittadino del X Municipio, guarda il cielo sempre più minaccioso e pensa a quando lo racconterà agli amici e parenti. Lo crederanno?

 

Il campo di calcio a 5 'Nicolò Blois' al Quadraretto

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Invito al Sindaco e al presidente del X a mantenere l'impegno assunto


di Angelo Tantaro -
12/01/2010

4 novembre 2008. Il capitano Francesco Totti, dopo aver saputo della tragedia avvenuta prima dell’incontro di Champions League contro il Chelsea, dedicò la vittoria della propria squadra a Nicolò, il ragazzo di 13 anni tragicamente scomparso in un giorno violento di pioggia al Quadraro nel Parco Pubblico di via Lucio Mario Perpetuo. Nicolò indossava la maglia della Roma e durante il tempo libero giocava a calcio nel parchetto.

Il sindaco Alemanno e il presidente del X municipio Medici, accorsi dopo la tragedia, su volontà del popolo del Quadraro, stabilirono di intitolare il parco a Nicolò Blois.

Ora a distanza di un anno, il consigliere del X municipio Michele Folgori, abitante anche lui a pochi metri dal giardino pubblico, ricorda la richiesta comunicata al Sindaco Gianni Alemanno e al Presidente del X municipio Sandro Medici con prot. n. 85934 del 12/11/08, con la quale si riassumeva la volontà espressa dalla famiglia e dagli abitanti del posto, per la realizzazione di una piccola struttura alla quale lo stesso Nicolò avrebbe tenuto, un semplice campo di calcio a 5, per ricavarne un luogo di sicura aggregazione per tutti i ragazzi, non solo del Quadraretto, dove poter vivere serenamente, come è giusto che sia, parte del tempo libero dopo la scuola.

Noi adulti dobbiamo impegnarci affinché sia realizzato questo progetto fortemente voluto dal costituito Comitato Nicolò Blois presieduto da papà Massimo, perché abbiamo grandi responsabilità nei confronti di questi nostri ragazzi. Sarebbe anche un altro modo per ricordare non solo il luogo dove il bambino ha perso la vita, ma anche quello in cui andava sempre a giocare con gli amici, gli stessi che hanno scritto affettuosamente sullo striscione “nanetto non ti scorderemo mai”.

 

Il monumento dei caduti 1915-1918, in ritardo, ma è stato ripulito

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Dal VI municipio, e non è poco in questo clima di immobilismo


di Angelo Tantaro -
19/12/2009

Il 23 ottobre da queste stesse pagine un’articolo:
Quadraro: 'A chi romanamente cadde' , Il monumento ai caduti della guerra '15-'18 nel degrado più completo .

Per fortuna il VI Municipio, anche se in ritardo, alla fine ha fatto dare una ripulita al monumento.

In questi giorni ha aperto il cancelletto, ha tolto le bottiglie di birra e i cartoni di Tavernello ed altro. Ha potato le piante e rigirato la terra.

Sul cancello ha posto un cartello: “Roma Municipio Roma 6 - Politiche del Decoro Urbano. Rispetta e Mantieni Pulito Questo Spazio - Grazie”.

Non è poco (in questo clima di immobilismo).

 

 

Le paline abbandonate al Quadraretto e minuterie di quartiere

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Dopo 20 giorni dal fax che denunciava l'abbandono della segnaletica per terra, al X rispondono che: "La U.I.T.S. ha esposto per competenza all’U.O.T."(?)


di AngeloTantaro -
19/12/2009

Al Quadraretto, centro storico del X municipio, le paline della segnaletica sembravano tutte ubriache. Si presentavano storte. Nel guardarle pensavi che da un momento all’altro sarebbero cadute. In effetti all’inizio di novembre, due sensi unici non ce l’hanno fatta e sono caduti, stecchiti, giacenti per terra. Eppure avevamo avvisato il comando dei vigili. Così tanto per prevenire.

Da alcuni cittadini commiserevoli, la palina angolo via dei Levi, via dei Fulvi è stata adagiata su alcuni sacchi di cemento che altri cittadini incivili hanno abbandonato (si perché sono ancora li) mentre l’altra palina coricata per terra sullo spartitraffico di via dei Fulvi all’altezza del civico 59 veniva continuamente spostata da parcheggiatori insofferenti.

Gli abitanti si attaccano al telefono e avvisato i vigili. Accorrete, fate qualcosa, la caduta delle paline crea rischi di circolazione. La mancata segnalazione del senso vietato su via dei Levi (strada a senso unico) per le vetture provenienti da Via Opita Oppio permette di percorrere un lungo e pericolosissimo tratto contromano. L’elettrauto Lallo che ha l’autofficina proprio all’inizio si improvvisa vigile. “Signò torni indietro, è pericoloso, è contromano”

Visto che la segnaletica restava per terra, in data 7 novembre un bel fax al X Gruppo di piazza Cinecittà. Passano i giorni, ancora niente. Andiamo in Municipio e riceviamo una bella notizia “La U.I.T.S. ha esposto per competenza all’U.O.T.” (?). ma che vuol dire, è chiaro solo che sono passati 20 giorni dal fax e ancora niente e l’amico Lallo, quasi vigile, si è pure stufato visto che qualche automobilista gli ha gridato dal finestrino de fasse le cose sue o qualcosa del genere.

Ritorniamo al Municipio, tanto per fare qualcosa. Troviamo il consigliere Michele Folgori che sta gridando “O provvedete voi subito o provvederò io con un operaio a spese mie con le conseguenze del caso”.

Ci informiamo “Scusi ma che è successo?”

“Ci sono due paline a via dei Fulvi che invece di stare dritte stanno per terra da un mese e mezzo".

Sono passati 43 giorni.

Questa storia ha un lieto fine. Oggi, 19 dicembre 2009 le due paline hanno ripreso a fare il loro mestiere.

 

Ci vorrebbe un amico per i nostri adolescenti

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La ricetta antibullismo di don Lorenzo Milani e di don Sardelli


di Angelo Tantaro -
06/12/2009

 

Le statistiche parlano di adolescenti con comportamenti violenti e gratuiti rivolti verso immigrati, omosessuali, persone grasse, studenti che non riescono a integrarsi in gruppi di amici, diversamente abili, e altri. Solitamente verso soggetti deboli. Adolescenti infastidiscono i passeggeri e conducenti dei mezzi pubblici, rapinano, spaventano e picchiano i coetanei, non vanno a scuola preferendo passare le giornate vagabondando per il quartiere.

Ogni giorno fenomeni di prepotenza di questi ragazzi, irrompono nella nostra quotidianità. A Roma, consiglieri comunali hanno convocato per venerdì scorso, 4 dicembre 2009, una seduta congiunta tra la commissione alle Politiche Sociali e quella alle Politiche Educative e Scolastiche per affrontare la questione.

Abbandonati a se stessi, questi bulli, che una volta si chiamavano giovinastri o ragazzi di strada, vivono in branco, senza rispetto per nessuno, non conoscono la storia. Le ragazzine hanno unghie vistose, masticano la gomma con sguardo beffardo, piercing intorno alla bocca, al naso, pettinature improbabili, sembrano uscite da un fumetto. Indossano una divisa che li accomuna agli altri. Così i ragazzini, loro coetanei, solo apparentemente cresciuti.

Il bullismo, in realtà, nella maggior parte dei casi è una delle forme dell'esclusione sociale anticipata. Si prenda ad esempio il riferimento al modello culturale prevalente fatto passare dalla tv, dal cinema e dalle mode in questa società dello spettacolo con interpreti nani e ballerine.

Noi non siamo convinti che una commissione riunita riesca a salvarli/a salvarci. Pensiamo che per aiutare vittime e carnefici, ci vorrebbe un amico. Uno capace di dire a questi adolescenti che non hanno riferimenti, ”Ho amato più voi di Dio”, proprio come Don Lorenzo Milani in punto di morte, dedicò le ultime parole ai suoi ragazzi della scuola di Barbiana, gli stessi per i quali, recuperati dalle strade e dai campi, si battè per la loro istruzione fondando la scuola di Barbiana.

Ci vorrebbe un prete amico come don Roberto Sardelli che nel 1969, rinunciando alla vita parrocchiale preferendone una più spartana, acquista una baracca, da una prostituta, lungo l'acquedotto Felice, tra l’Appio Claudio e il Quadraro, e fonda la "Scuola 725" dove insegnerà ai ragazzi, figli dei baraccati, gli stessi che la scuola elementare "Salvo D'Acquisto" di via Selinunte metteva in classi differenziali, a diventare uomini orgogliosi, protagonisti del proprio futuro.

Vogliamo rassicurare che i ragazzi educati con l’esempio e tanto sentimento e cultura, da questi due preti, non sono diventati sacerdoti ma soltanto perfetti cittadini che sanno leggere, scrivere e far di conto. Conoscono la storia. Hanno imparato a farsi rispettare in questo mondo imperfetto, non dimenticando di aiutare chi è in difficoltà.

 

 

Il tetto di Eternit davanti alla Asl nel X municipio è ancora lì

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In via Cartagine al Quadraro ad un anno di distanza dalla nostra denuncia. Quando si dice immobilismo


di Angelo Tantaro -
28/11/2009

 


Proprio un anno fa ci domandavamo in queste stesse pagine: “Saranno state attivate le procedure di verifica per un vecchio tetto di un capannone in Eternit (cemento-amianto) ad altezza d’uomo posto in via Cartagine proprio davanti alla Asl nel X Municipio?”.

I residenti della zona non dimenticano anche se sono pazienti, poi i molti frequentatori del poliambulatorio che vanno a farsi curare, insistono.

E’ evidente che il tetto di 300 metri della baracca abbandonata, in totale degrado contiene amianto, (leggi cancro) e presenta segni di disgregazione con visibili rotture che provocano la dispersione nell’aria delle polveri di amianto con conseguente pericolo per la salute pubblica.

Con le giornate di pioggia, le acque piovane scorrono sul tetto arrivando sul sottostante marciapiede a solo un metro e mezzo di altezza. Sarà pericoloso? Noi già un anno fa avevamo detto di sì e raccolto l’indignazione dei cittadini, denunciando la questione sui giornali e rivolgendoci agli uffici esperti del nostro Municipio.

Ora siamo allarmati, neanche davanti a così gravi rischi per la salute pubblica, ci riferiamo alla salute di tutti quelli che passano per la zona e ci abitano, si riesce a sconfiggere l’immobilismo?

Chiediamo informazioni al X Municipio e sappiamo che proprio un mese fa, all’inizio di ottobre, il consigliere municipale Umberto Matronola ha rivolto la sensata domanda alle civili autorità “Si richiese alle strutture di controllare, con urgenza, se sussiste effettivamente uno stato di pericolo per i passanti e per gli stessi residenti della zona ed eventualmente attivarsi per far mettere in sicurezza l’immobile ed il conseguente ripristino dei luoghi”.

Grazie consigliere, ci faccia sapere quali saranno le resistenze che incontrerà. Abbiamo diritto di sapere. Potremmo scrivere a Natale che quest’anno ce l’abbiamo fatta?

 

La pubblicità sui pali della luce nel Decimo municipio

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Eppure non sarebbe difficile individuare gli imbrattatori


di Angelo Tantaro -
14/11/2009

Al Quadraro alcuni cittadini, qualche sabato fa, approfittando del sole e armati di raschietti e buste per l’immondizia, avevano ripulito alcuni pali della luce e della segnaletica stradale. Hanno pensato, meglio vederli arrugginiti che pieni di cartaccia. Il depuramento è durato qualche giorno. I pali sono stati imbrattati di nuovo con fastidiosi appiccicosi annunci fosforescenti.

Qualcuno di questi avvisi consiglia di scegliere in tempo il capodanno 2010 info 392.92118xx, qualcun altro informa che compra in zona appartamenti, massima serietà, pagamento immediato 327.015646xx (deve essere un facoltoso); altro ancora, con il suo nome e la sua foto annuncia che si esibirà in teatro. La stampa è di ottima definizione, non deve essere un principiante. Migliaia di adesivi per proporre traslochi, trasporti, ristrutturazioni, sgomberi, pulisci cantine. Agenzie immobiliari fanno a gara per informarti che ti faranno la massima valutazione o che l’appartamento è un affare irrinunciabile, il tutto attaccato sul palo o sulla cabina telefonica. Se dice bene, il cartone è fissato con lo scotch, altrimenti con lacci di plastica, difficile da trinciare. Più delicati quelli della compagnia telefonica che ti assicurano che ti faranno pagare di meno e ti appiccicano il volantino sul vetro del portone di casa. Tutti questi annunci hanno una cosa in comune: un numero di telefono. Ma allora non è così difficile individuare gli imbrattatori.

Il comitato spontaneo del Quadraro che aveva pulito i pali, telefona al facoltoso. “E’ lei che ha fatto appiccicare centinaia di avvisi rosa fosforescenti per tutti i pali del Quadraro all’altezza precisa di due metri e cinquanta? (così è ancora più difficile da staccare), Lei è a conoscenza che è fuori legge e ha imbrattato tutto il nostro quartiere?” risposta: “Io li ho solo commissionati. Non è colpa mia se li hanno attaccati sui pali del semaforo. Mentre sui pali della luce perché non si possono attaccare? A chi danno fastidio? E poi lo fanno tutti”. Noi pensiamo che i vigili debbano intervenire d’ufficio, abbiamo dimostrato che non è così difficile stanare i parassiti che sporcano la nostra città ed evadono l’imposta sulla pubblicità. Come quel Mercatone dell’usato che attrezzatosi di uno stampino di un metro per 50 ha verniciato sull’asfalto e sui muri il suo indirizzo di Cinecittà. La leggenda vuole che dietro numerose denunce il titolare sia stato multato per Euro 400,00. Ma stiamo scherzando?

 

Cancellata la scritta che deturpava l'ingresso della città del cinema

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Al Quadraro grazie all'intervento dell’Ufficio Decoro del Comune di Roma


di Angelo Tantaro -
11/11/2009

La scritta volgare "meio sbatte la testa contro un muro che averla piena di m… Spartaco” che persisteva da quindici mesi sulla salita del Quadraro è stata cancellata il 10 novembre dall’Ufficio Decoro del Comune di Roma.

Il giorno dopo la pubblicazione dell'articolo, il presidente della Commissione Sicurezza del Comune Fabrizio Santori ci ha fatto una telefonata per avere maggiori dettagli promettendoci un suo rapido intervento. Ha mantenuto la promessa. Grazie Presidente Santori.

Avremmo voluto ringraziare il Consiglio che governa il X Municipio. Ha avuto 15 mesi per intervenire. Peccato, ma i consiglieri non disperino, hanno la possibilità di fare tanti altri interventi, anche sulla salita del Quadraro per trasformarla in una strada degna di una capitale.

 

Narcotest per il Sindaco, ma il presidente del Decimo dice no

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Il sindaco della nostra città, con l’intento di dare l’esempio, giovedì 5 novembre si è sottoposto volontariamente al narcotest, test clinico non invasivo, già usato da “Le Iene” nel servizio sul consumo di droga in Parlamento, per individuare l’uso di cannabis, anfetamine, cocaina, eroina e oppiacei da parte della persona analizzata.

Anche Trambus, il trasporto pubblico di Roma, ha fatto 1300 test per potenziare il sistema di controllo anti-droga nei confronti del personale di guida. Per nostra fortuna tutti risultati negativi.

La proposta ha trovato vasti consensi, anche a sinistra. Il presidente della Provincia Zingaretti, con orgoglio, certifica “Non fumo e non temo nulla”. Ed ha dato via libera ad un'operazione trasparenza che renderà noti on line dati personali, incariche, indennità e compensi degli eletti.

Fuori dal coro il Presidente del X Municipio Sandro Medici: "Non intendo sottopormi a nessun test clinico, neanche a quello sulle intolleranze alimentari". Così ha dichiarato Sandro Medici, in risposta all’invito di Alemanno a introdurre l'antidoping per gli amministratori locali, allo scopo di certificarne l'integrità fisica e morale. "Nel mio piccolo – aggiunge Medici – non desidero partecipare a nessuna forma di avanspettacolo chimico-politico, lascio volentieri ad altri questo esercizio di ipocrisia perbenista, preferisco continuare a interpretare la politica come funzione pubblica e non come giudizio privato" proseguendo poi, "Anche perché, l'ammetto mi sento un peccatore di fascia media, oltreché portatore di alcune devianze: mi piacciono le signore, bevo vino e fumo sigarette, guardo poco la televisione, non vado in palestra, russo di notte e perfino a volte mi scaccolo".

A noi piacerebbe che il Presidente del nostro Municipio di 180.000 persone su una superficie di 3.900 (ha), ci desse la certezza che quando prende una decisione per la nostra comunità sia cosciente, in possesso delle proprie facoltà mentali e non sia vittima di un ricatto, fisico e morale.

Ciò che vale per un  conducente della Metro, non può non valere anche per un amministratore, dal sindaco al presidente di un Municipio. E non possiamo che condividere, a beneficio di tutti, la proposta del presidente della Commissione Sicurezza del Comune Fabrizio Santori, di estendere l’esame «a tutti coloro che ricoprono ruoli di primaria importanza per la collettività, in particolare i pubblici ufficiali».

 

Al Quadraro uno squallido ingresso per la città del cinema

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Ecco come si presenta l'anteprima alla "via del cinema"


di Angelo Tantaro -
03/11/2009

Il cittadino che arriva dall’urbe, subito dopo la curva di via Frascati, trova maestoso l’Arco dell’Acquedotto Felice, detto pure l’Arco della Primavera perché tanti anni fa c’era la trattoria Primavera che aveva anche la fabbrica del ghiaccio e produceva la gassosa con lo stesso nome. Stiamo parlando di prima e dopo la guerra. Il ragazzino che consegnava la bibita per il Quadraro è ancora vivo e continuano a chiamarlo “er gazzosa”.

Peccato che appena attraversato l’Arco, sulla sinistra, proprio sul muretto sopra la ferrovia, qualche ignoto poeta ha espresso il suo sdegno tracciando in bella mostra “meio sbatte la testa contro un muro che averla piena di m… Spartaco” e praticamente, da più di un anno, chi entra o esce dal territorio del X Municipio deve leggerla. L’ufficio del decoro del Comune di Roma non ha ancora provveduto a cancellarla. Ma i signori consiglieri e lo stesso presidente del Municipio, quante volte ci passeranno per la salita del Quadraro? Possibile che non hanno mai sentito l’esigenza di farla cancellare? Pensiamo proprio di no perché altrimenti avrebbero anche notato che il muretto che costeggia la discesa avrebbe proprio bisogno di un ritocchino giacché è pieno di crepe e con bordi sfaldati. Il muretto alto sessanta centimetri non ha più una dignità estetica e pratica, è sporco, pieno di scritte e cancellature alla meglio, con i cespugli che escono dai mattoni sopravvissuti. In altri casi si vedono i tondini di ferro arrugginiti. Nell’altra corsia, non c’è il muretto, ci sono, se va bene, i parapedonali, una volta di un colore, altri di un' altra fucina, altrimenti una recinzione provvisoria (di solo qualche anno) di plastica arancione, in altri casi proprio nulla con canne selvagge alte due tre metri che spuntano dalla terra. A maggior corredo urbano un po’ di buste di plastica appiccicate sugli arbusti incolti.

Benvenuti nel territorio del X Municipio, dove a distanza di qualche centinaio di metri inizia la “via del cinema” versione rivisitata di (una piccola parte) di via Tuscolana, di cui l’amministrazione locale ne va molto fiera, ma sfortuna vuole che l’opera, per nulla riuscita, avrebbe richiesto un pizzico di attenzione nella realizzazione e una cura dopo averla inaugurata. Ma questa è un’altra storia, concentriamoci sull’entrata del quartiere del cinema. Il Consiglio del Municipio non dovrebbe esserne proprio fiero. Noi cristiani dell’urbe pensiamo che questa sia la nostra Roma, quella di tutti i giorni e non quella commercializzata nel mondo e da amministratori poco accorti e non meritevoli della nostra stima.

 

 

 

Quel pericoloso incrocio di via Lucio Sestio nel X municipio

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La richiesta della sua messa in sicurezza del 28 maggio 2009 non è stata ancora presa in considerazione


di Angelo Tantaro -
03/11/2009

Angosciante è la situazione del pericolosissimo incrocio tra via Fabrizio Luscino e via Lucio Sestio da quando sono stati fatti i lavori di ristrutturazione della strada. Gli incidenti sono in continuo aumento, manca una segnaletica adeguata e le auto corrono incontrollate.

La richiesta della messa in sicurezza dell’incrocio già formalizzata al X Municipio in data 28 maggio 2009 a oggi non risulta presa in considerazione.

Il ripetersi di incidenti stradali con esiti fatali rende non rinviabile una decisione al riguardo per tutelare l’incolumità dei cittadini e impedire altri pericoli.

A questo punto Umberto Matronola, consigliere dell’opposizione del X municipio ha richiesto nuovamente al dr. Paolo Bigi, Comandante del X Gruppo della Polizia Municipale, a Francesco Morgia, assessore alla Viabilità del X municipio e al Presidente della IV Commissione Consiliare Viabilità del X municipio una dettagliata casistica degli incidenti stradali avvenuti in quel luogo da gennaio 2008 a oggi. Inoltre vuole conoscere ogni utile informazione in relazione alle azioni intraprese dagli uffici competenti del Municipio, per la messa in sicurezza dell’incrocio.

Non riteniamo che basti il ripristino della segnaletica a terra. Si attende l’installazione dei rallentatori ottici, lo spostamento dello STOP e dell'attraversamento pedonale nella modalità prevista dal Codice della Strada con lo spostamento consequenziale dei relativi scivoli per persone diversamente abili. Aspettiamo anche l’installazione di uno specchio parabolico su via Lucio Sestio ecc.. Possiamo sperare in una maggiore attenzione alla sicurezza dei cittadini del Municipio? 

 

Quadraro: 'A chi romanamente cadde'

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Il monumento ai caduti della guerra '15-'18 nel degrado più completo


di Angelo Tantaro -
23/10/2009

Quasi all’inizio della salita del Quadraro, una imponente croce di ferro lavorato sovrasta largo dei Quintili. Ai lati due scalette scendono in via dei Lentuli. Al centro delle scale, sulla parete, una lastra di marmo, con il simbolo dell’Italia e tredici nomi scolpiti sotto la scritta "A chi romanamente cadde 1915 – 1918". Monumento ai caduti per rendere gloria ai soldati del Quadraro periti durante la Grande Guerra. Questo triste ricordo è presente al confine tra il X e il VI municipio, dove ogni anno si commemora il rastrellamento del Quadraro “nella speranza che tutto questo non debba più accadere”.

Un messaggio molto forte. Nel degrado più completo. Buste di plastica, decine di bottiglie di birra che rotolano, cartoni di vino schiacciate sull’asfalto e sulle scale, fortissimo odore di urina e altro, erbacce che hanno spaccato il marmo delle scale. Scarabocchi sulle pareti. Ai lati del ricordo, nell’atrio, chiuso da un cancello, potrebbe esserci anche la carcassa di un animale tra i rigogliosi cespugli.

Non stiamo parlando di estrema periferia abbandonata, ma dellaparte iniziale del quartiere Medaglia d’Oro alla Resistenza, dove ogni anno il fior fiore del Comune e della Società Civile rievoca una tragedia.

Se non possiamo far affidamento sui Presidenti dei Municipi (Sandro Medici per il X e Giammarco Palmieri per il VI), sarebbe il caso di affidare il ricordo dei nostri caduti ai ragazzi della scuola elementare più vicina, per esempio la Damiano Chiesa, nostro futuro. Un modo come un altro per combattere il bullismo del presente che non è solo di ragazzi.

Il sonno della morte dei caduti, non sarà certamente meno duro se i monumenti a loro dedicati saranno curati e confortati dall'amore dei vivi. I morti rivivono nel ricordo e negli affetti dei vivi come scriveva Foscolo. In questo caso al Quadraro, i morti sono morti. E la frase scolpita nella pietra “nella speranza che tutto questo non debba più accadere” diventa solo la banale conseguenza di comportamenti demagogici.

 

Roma è la risposta che dà alle tue domande

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Sono cambiate amministrazioni. Altro non cambia. Ci resta solo che indignarci e far capire al mondo che a noi romani non piace essere circondati da questo scempio


di Angelo Tantaro -
06/10/2009

Quando vado fuori dalla mia città tutti mi dicono “beato a te che abiti a Roma" io accetto con orgoglio, ma come diceva Italo Calvino, di una città non si godono le sette meraviglie ma la risposta che dà ad una tua domanda. E’ una cosa più complessa.

Roma è una superficie di 1.285,31 km² con circa 3.000.000 (ufficiali) di abitanti e governata da 19 Municipi. Quindi Roma non è solo il centro storico, che comunque è sempre tenuto male e sporco. Roma non è solo le vestigia dell’impero e della cristianità. Roma è più grande di ciò e se ti capita di sbagliare strada, come niente fosse, vai a finire in zona esterna e puoi arrivare all'inferno della periferia.

Uscire per l’urbe è faticosissimo. Ti travolge l’invadenza dello sporco, del rumore, delle buche, delle strade buie, dei giardini pochi e non curati, degli alberi abbattuti, dei treni e autobus lerci e pieni di scritte, stazioni della metropolitana con i soffitti che gocciolano acqua e calcinaccio, camion che scaricano fumo nero, impraticabili super elevate dove puoi perderti senza poter tornare indietro e che profanano l’intimità delle abitazioni. Roma è la proliferazione dei cartelloni abusivi e di milioni di adesivi appiccicati sui secchioni, sulle pareti, sui lampioni, sulle panchine e, ancora, di una infinità di avvisi attaccati con lo scotch anche sui vetri, da tutte le parti. E’ anche il Grande Raccordo Anulare già ricordato nel film Roma di Federico Fellini con l’imponente e memorabile ingorgo, dove la gente può perdersi.

Sono cambiate amministrazioni, da Rutelli a Veltroni ad Alemanno. Altro non cambia. Ci resta solo che indignarci e far capire al mondo che a noi romani del XXI secolo non ci piace essere circondati da questo scempio. Roma è anche uno stato d'animo. Roma resta un vero teatro di guerra che educa alla resa e al precariato dell’esistenza.

 

Quadraro: per qualche bottiglia in più

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Piazza del Quadraretto ha la fortuna di avere quattro panchine dove poter leggere il giornale, scambiare qualche parola, incontrarsi con altre famiglie mentre i bambini possono correre (poco) sul piano rialzato del marciapiede centrale considerato un mini giardino, circondato da macchine parcheggiate. E’ sempre meglio di niente, non siamo mica in un quartiere “bene” dove abita il potere.

Purtroppo la piazzetta ha anche qualche altra contraddizione, la più grossa. E’ che a trenta metri, in via dei Fulvi, all’uscita della metro, c’è un semaforo. E come si sa, il semaforo è terra di conquista, tra dannati della terra, fonte (misera) di guadagno. E’ presidiato giorno e notte. E quando di notte finiscono i “clienti” (gli automobilisti), in compagnia di altri, la cosa migliore per questi sfortunati è bersi qualche birra e abbandonare decine di bottiglie di birra per tutta la piazzetta e via dei Fulvi, prima e dopo il Quadraretto.

La mattina sulla strada, sulle panchine, sul marciapiede, bottiglie vuote di Peroni da 66 cl, che rotolano e automobili che al loro passaggio involontariamente giocano a “la nizza” un vecchio gioco romano che, ricordiamo per i più giovani, terminava quando la nizza era tornata nel cerchio o quando si era troppo allontanata. In questo caso la nizza sono le bottiglie e il gioco non termina, perché mai vengono a mancare.

I vigili, chiamati al telefono, (perché non sappiamo se esistono veramente, in zona non si sono mai visti) rispondono che non hanno disposizioni precise e pertanto sono impossibilitati a intervenire. Suggeriscono di chiamare l’AMA e, da saggi, aggiungono che almeno questa pulirà la strada dalle bottiglie e dai cocci frantumati sull’asfalto.

L’AMA risponde al numero verde. Ti danno un numero di pratica, il giorno dopo te ne danno un altro e poi ancora un altro. Ma le bottiglie continuano a ruzzolare ed aumentare. Quando diminuiscono è perché si sono trasformate sul posto, in polvere di vetro.

Sempre di notte, qualcuno, avendo a diposizione tutte queste bottiglie, ne approfitta per comporre sull’asfalto un nome di donna, per esempio Giorgia, finché poi qualcun altro passa e per non essere da meno le prende a calci, tanto per far capire chi comanda e far lavorare qualche carrozziere. Si, perché le bottiglie si fermano cozzando contro le auto parcheggiate.

 

X Municipio, il Mercato rionale di piazza dei Tribuni

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Sporco e in stato di abbandono da molti anni


di Angelo Tantaro -
15/04/2009

Piazza dei Tribuni è la sede del mercato scoperto rionale del Quadraro che insieme al Tuscolano III di via del Quadraro copre la zona.

E’ posizionato a ridosso del Monte del Grano, una collinetta coronata di alberi di ulivo dove sotto è nascosto un maestoso sepolcro (tomba a cumulo del III secolo d.c.). E’ a fianco di un giardino con degli alberi e giochi, con il campo di bocce. La piazza è anche sede dell’ufficio postale del luogo. E’ capolinea di autobus ed è poco oltre la fermata della Metro linea A Porta Furba – Quadraro.

ll mercato è “osservato” dalla statua di Padre Pio situata su di un piedistallo, voluta da fedeli organizzati dal commerciante di abbigliamento con banco proprio al mercato. I devoti si riuniscono, portano fiori e chiedono grazie. Qualche grazia sarà anche per la risoluzione riguardante il mercato di Piazza dei Tribuni o meglio di quello che rimane del mercato.

Tra i pochi banchi del mercato c’è abbandono, sporcizia e incuria. L’asfalto è divelto. Un forte odore di pipì. Tutti i mercanti la mattina, la prima cosa che fanno gettano delle secchiate di acqua per terra, tanto per confondere.

Politici ne promettono la riqualificazione. Nel dicembre scorso il consigliere regionale Peppe Mariani in visita al Quadraro, conclude il “tour del degrado”, proprio nel mercato di piazza dei Tribuni, sporco e in stato di semi-abbandono.

E’ dello scorso mese la richiesta da parte del consigliere del X Municipio Umberto Matronola del PDL al Comando dei Vigili X Gruppo di effettuare una verifica in merito alla situazione degli esercizi commerciali chiusi, da anni, e non utilizzati all’interno del mercato al fine di revocare le licenze e assegnarle, tramite bando pubblico, ad altri.

Si intende rilanciare così il mercato che con la chiusura dei banchi e il continuo e inesorabile abbandono porta l’allontanamento dei clienti e se non sopraggiungono iniziative i pochi banchi restanti saranno costretti a chiudere.

Nella stessa richiesta il consigliere Umberto Matronola chiede, inoltre, agli uffici competenti, quali provvedimenti sono stati presi in merito al banco Ente Comunale chiuso da anni e probabilmente occupato abusivamente, segno di ulteriore incuria.

Insomma con poche mosse si punta sul rilancio. Si consentirebbe anche alla rotazione degli ambulanti. Tra essi intendiamo anche quelli che senza titolo perseverano su via del Quadraro all’ingresso dell’altro mercato Tuscolano III. Questi occupano i già ristretti marciapiedi, ostacolano il libero transito dei cittadini, impediscono del tutto il passaggio ai portatori di handicap, anziani, mamme e papà con i passeggini.

 

Bocciata la mozione sulla sicurezza del Parco degli Acquedotti

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Presentata dal Gruppo consiliare del Pdl


di Angelo Tantaro -
02/03/2009

La maggioranza al governo nel X Municipio ha bocciato la mozione sulla sicurezza del Parco degli Acquedotti presentata dall’opposizione del Gruppo Pdl.

“E’ una maggioranza irresponsabile, malata di protagonismo a spese dei cittadini.”
Così, in una nota del 23 febbraio 2009 Giuseppe Antipasqua capogruppo del Popolo della Libertà nel X Municipio, all’indomani della bocciatura a maggioranza, nel Consiglio Municipale del 19 febbraio, della mozione sulla sicurezza del Parco degli Acquedotti.

“Abbiamo presentato questo atto allo scopo di attuare provvedimenti (garantire quantomeno una idonea illuminazione nel viale di accesso al Parco posto su via Lemonia, un servizio di videosorveglianza nei punti di maggiore criticità e isolamento nonché un servizio di vigilanza h.24/24) in grado di contrastare efficacemente degrado e insicurezza, promuovendo tutto ciò, anche attraverso una conferenza dei servizi, invitando tutti i soggetti responsabili della gestione del Parco dopo anni di promesse, chiacchiere e il solito gioco dello scaricabarile. Evidentemente la sinistra non ha a cuore il tema della sicurezza e magari aspetta che avvengano nuovi episodi di violenza, nuovi pretesti per tornare ad attaccare strumentalmente il Sindaco Alemanno” Abbiamo segnalato il problema a inizio legislatura, con largo anticipo rispetto agli episodi gravissimi degli ultimi giorni .” è il commento del Consigliere Umberto Matronola, promotore della mozione. La nostra è la politica del fare, delle cose concrete, non delle chiacchiere.”

 

Parco degli Acquedotti, iniziative per contrastare pericoli e degrado

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Presentata una mozione al Consiglio del X Municipio per la l'illuminazione nel Parco e l’attivazione di un servizio di videosorveglianza nei punti di maggior criticità


di Angelo Tantaro -
16/02/2009

Iniziative concrete per contrastare pericolo e degrado nel Parco degli Acquedotti al X Municipio

Ciclicamente avvengono fatti di cronaca consumati nel Parco degli Acquedotti. Accoltellamento di un uomo in pieno pomeriggio, tentativo di violenza da parte di un pedofilo. Sono gli ultimi fatti di cronaca di questi giorni. Avvengono per inesistenti controlli di sicurezza. I cittadini del Municipio sono esasperati. Frequentano il Parco con timore, si guardano intorno, sono pronti a fuggire al primo sospetto. Tutto sommato sarebbe ora di predisporre una qualche misura per una adeguata sicurezza.

Sull’argomento sembra che siano tutti d’accordo. Da anni. Ma ad oggi nulla di nuovo. Ecco che in questi giorni viene presentata una mozione al Consiglio del X Municipio, primo firmatario Umberto Matronola del PdL, per la predisposizione di un servizio di illuminazione all’interno del Parco nonché l’attivazione di un servizio di videosorveglianza nei punti di maggior criticità e isolamento o almeno una idonea illuminazione limitata al viale di accesso al Parco posto su via Lemonia con l’istituzione di un servizio di vigilanza h 24/24 all’interno del perimetro.

 

 

X Municipio: il massacro degli alberi al Quadraro

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Lo scorso novembre la caduta di un albero uccise un ragazzo. Ora solo tronchi segati


Angelo Tantaro -
28/01/2009

Mia figlia nacque nel 1994 e il comune le scrisse una lettera “adesso ci sei anche tu e insieme a te anche un piccolo albero, abbiamo creato un gemellaggio, per ogni neonato residente a Roma verrà piantato un albero”.

Alberi non potati da anni e, in un giorno di pioggia e vento, cadde un albero. Era il 4 novembre 2008. Quando smise di piovere, un ragazzo di soli tredici anni non c’era più. Giocava in via Lucio Mario Perpetuo.

Il popolo del Quadraro non rassegnato si strinse alla sua dolente famiglia. Il Comune venne, fece la discesa del Quadraro e partecipò alla cerimonia funebre. Il potere, in evidente stato di disagio, rassicurò tutti i cittadini che queste disgrazie non sarebbero più avvenute, che gli alberi erano stati visitati dai tecnici del comune, godevano di ottima salute. Ma qualche giorno dopo ne cadde un altro e il comune preso dal panico iniziò lo scempio degli alberi.

Gli alberi sono esseri viventi con le braccia rivolte verso il cielo. In via dei Levii, viale Opita Oppio (che non è più un viale), via Egerio Levio, piazza del Quadraretto, via Marco Decumio è stata compiuta la strage.

Sono già passati due mesi. Camminando per le strade, si avverte il dolore. Tristi aiuole con miseri pezzi di tronchi segati. Il Comune non ci ha ancora informato quando i nostri fratelli alberi ritorneranno nel nostro quartiere.

 

Quell’efficiente linea verde dell’AMA

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Il cassonetto verde di via dei Fulvi nel X Municipio


di Angelo Tantaro -
26/01/2009

Il 13 ottobre 2006 alle ore 9.51 la mail dell’AMA Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. finalmente risponde che “In merito alla richiesta del 3 ottobre 2006, si informa che i cassonetti rotti della via verranno riparati quanto prima” La via è nel X municipio, zona Quadraro, in via dei Fulvi, nel tratto che va da viale Opita Oppio a piazza del Quadraretto. La mail oltre al sottoscritto viene trasmessa a un altro indirizzo: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. .

Sabato 24 gennaio 2009, un cittadino civile del Quadraro, per non abbandonare il proprio sacchetto di rifiuti davanti al secchione sfasciato, insiste con il pedalino del cassonetto per farlo aprire. Si ostina, si sforza, fa quasi pena, ma alla fine ce l’ha fa. Il cassonetto all’improvviso si apre ma sul suo viso.

Non stiamo parlando di una scena dell’ebete trasmissione di Paperissima, ma di quello stesso cassonetto del 2006 mai sistemato, nonostante solleciti e petizioni.

Davanti a questo ingombrante e inutile cassonetto tanti sacchetti che i cittadini abbandonano e che altri cristiani con le tute arancione dovranno raccogliere imprecando.

E’ stato più facile cambiare sindaco che cassonetto.

 

X Municipio: in via del Quadraro rete abusiva su terreno del Comune

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Dopo nove anni, si riuscirà a ripristinare la legalità e quindi la sicurezza dei cittadini?


di Angelo Tantaro -
13/01/2009

In via del Quadraro, angolo via Viviani è stata eretta da tempo una recinzione abusiva fonte di pericolo per tutti. Già nel lontano 9 agosto del 2000 la Direzione Amministrativa del Municipio chiedeva di procedere alla demolizione della recinzione in quanto abusiva e su area Comunale. Oggi la rete è ancora lì minacciosa e indisturbata. I consiglieri del PdL del X municipio Umberto Matronola e Giuseppe Antipasqua, il 9 gennaio hanno presentato al Presidente del Consiglio municipale e al Presidente del Municipio  un' interrogazione urgente al presidente del X ed all'assessore competente per: sapere:  "se è a conoscenza della situazione su descritta; se non ritiene urgente e non più rinviabile la necessità di procedere alla demolizione della recinzione metallica realizzata abusivamente dalla A.S. L’AIRONE; se è a conoscenza che già il 09/08/2000 la Direzione Amm.va del Municipio chiedeva di procedere alla demolizione della recinzione in quanto abusiva e su area Comunale”.

Siamo curiosi di vedere se, a distanza di circa nove anni, si riuscirà, almeno in questa circostanza, a ripristinare la legalità e quindi la sicurezza dei cittadini.

 

Benvenuti nel X: il Municipio delle biciclette

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Sarebbe bello e incoraggiante vedere il Presidente ed i consiglieri municipali andare alle riunioni in bici


di Angelo Tantaro -
20/12/2008

L'utilizzo della bicicletta come mezzo di trasporto quotidiano sui tragitti urbani è spesso ostacolato da sconvenienti e azzardati percorsi e dalla mancanza di aree di parcheggio per biciclette.

Nel X Municipio, fino alla salita del Quadraro, il percorso in bici è abbastanza sostenibile in mancanza di dislivelli rilevanti.

Sempre più cittadini che hanno acquistato la bici per l’utilizzo nel tempo libero nell’adiacente stupendo Parco degli Acquedotti, la usano poi, con la familiarità acquisita, anche per brevi tragitti all’interno del Municipio o, per raggiungere le stazioni del Metro A.

Un caso emblematico è la conta delle biciclette legate al parapetto della scala Metro “Porta Furba-Quadraro”. Questa fermata, ultima prima della salita del Quadraro, la si raggiunge in bici da diversi punti delle zone limitrofe. Uomini e donne legano la bici come meglio possibile (pali, dissuasori, divisori, alberi) e proseguono con la Metro.

Nell’ambito delle attività intraprese dal comune di Roma nel settore della Mobilità Sostenibile, vedi il potenziamento del progetto Bike sharing - bicicletta condivisa-, nel rispetto dei diritti dei cittadini ad una maggiore libertà di movimento e al fine di favorire tutte le attività per avere aria più pulita, anche il X municipio deve dare il suo contributo a ridurre gli ingorghi del traffico e dimostrare di avere un’ interesse ambientalista al benessere della nostra città.

A questo scopo il Municipio deve prevedere di pianificare da subito, l’acquisto di rastrelliere per bici (già sollecitate dal consigliere Matronola all’assessore Perifano) da posizionare nella sede del X municipio in piazza Cinecittà 11; in via Palmiro Togliatti angolo P.zza Cinecittà (ma anche all’interno di Cinecittà 2); a Piazza Don Bosco; a largo Appio Claudio; in Piazza Aruleno Celio Sabino e alle fermate Metro linea A: Anagnina; Subaugusta (viale Tito Labieno/Via Orazio Pulvillo); Giulio Agricola; Lucio Sestio (lato Ponzio Cominio); Numidio Quadraro (uscita via Scribonio Curione); Porta Furba-Quadraro (uscita via dei Fulvi).

Sarebbe bello e incoraggiante, vedere per esempio il presidente del X, Sandro Medici, come i consiglieri Umberto Matronola, Massimo De Pamphilis e tutti gli altri, andare in Municipio in bici.

Deve essere chiaro a chiunque che anche gli amministratori, nostri rappresentanti, privilegiano l’impiego di mezzi non inquinanti e più economici come forme di trasporto urbano alternativo all’uso fastidioso dell’auto personale e dei non meno inquinanti e rumorosi motorini e moto.

 

Il parco degli Acquedotti

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“..C'era calma e sole, dietro al Quadraro i prati erano deserti" (P.P.Pasolini)


di Angelo Tantaro -
17/12/2008

Uno del quartiere vendeva i bruscolini al cinema Quadraro, fino a quando venne chiuso, nei primi anni 60. La gente del posto di una certa età se lo ricorda ancora. Era un bravo uomo, molto modesto e raccontano che con poche lire te riempiva le saccocce di bruscolini. Per me, che sono un fanatico di bruscolini, un vero peccato non averlo conosciuto.

Ora li acquisto al Portico d'Ottavia. Ogni giorno meno il venerdì e il sabato, alle due del pomeriggio la pasticceria li sforna caldi, sono buoni. Li prendo e me li porto a casa.

Ma quando posso il sabato mattina li compro al mercato coperto del Quadraro, sono veramenti salati, significa bruciarsi le labbra.

Me li vado a sgranocchià al parco degli acquedotti, al sole vicino ai ruderi dell'Appio Claudio quelli di "mamma Roma". Una volta i bruscolini si sputacchiavano per strada o nel cinema, ora rigorosamente nel sacchetto che una volta pieno si butta nel primo bidone dell'immondizia, sempre se lo trovi e se sei fortunato devi sperà che ce sia capienza, altrimenti scivola fuori.

E' bello godersi il sole protetti dalle antichità. Archi imponenti quelli degli acquedotti, dopo secoli stanno in piedi in mezzo alla pace e al verde. Fieri e generosi, come quando diedero alloggio ai derelitti del sud sbarcati a Roma in cerca di una esistenza dignitosa ma trovarono solo un prete, don Roberto Sardelli, e la sua 725, una scuola che portava come nome il numero della baracca sotto l'arco, per insegnare più parole possibili, per farne l'uso migliore, per continuare a non tacere e non farsi più fregare.

Gli archi sotto il sole e io con le labbra spaccate seduto per terra con i jeans macchiati di erba, mi sento l'imperatore di Roma, dove vivo, che di bello ha solo le maestose rovine, indispensabili accessori di questa capitale che tale voleva essere ma è rimasta solo una periferia, anche quella dell'anima.

 

Un giorno qualsiasi al Quadraretto

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Dalla finestra di casa

di Angelo Tantaro 12/12/ 2008

 

Mi affaccio dalla finestra. Pali della luce traballanti e arrugginiti pieni di cartelli abusivi e strisce di carta plastificata rosso bianca annotata da tutte le parti abbandonata dal comune dopo i lavori. Strada sporca con cartoni, foglie, giornali e bottiglie di plastica accartocciate sull'asfalto. Come un'opera artistica d'avanguardia. Aste della segnaletica stradale tutte storte, come ubriachi. Qualche paletto disteso per terra, non ce l'ha fatta. Macchine parcheggiate sui marciapiedi alla fermata della metro Porta Furba e pedoni costretti a camminare in fila indiana sulla strada. Un televisore abbandonato per strada, da due, tre, cinque giorni.

Ancora macchine parcheggiate davanti ai secchioni che impediscono di buttare il sacco dell'immondizia, la vecchietta che prova a fare il lancio del sacchetto, ma non è allenata e la busta cade sull'autovettura che così impara a parcheggiare dove non dovrebbe. Il marito, fisicamente ancora più malandato che aggrappato alla finestra gli grida "A Marì, che te possino, te potevi fa male, e statte attenta".

La bicicletta che s'inceppa sull'asfalto per la buca che una settimana fa era di 10 centimetri adesso con la pioggia è diventata di 50. Il vigile che hai chiamato per far spostare le macchine davanti alla metro dice al telefono "Ve volete sta zitti che non sento. No scusi non c'è l'ho con lei...dica signò che non ho capito niente.."

Cronaca breve di un giorno qualsiasi a via dei Fulvi al Quadraro, centro storico del X Municipio, mentre al numero dei Vigili Urbani ti rispondono che hanno l'emergenza e non possono stare a presso a tutti. Esco per distrarmi e vedo vigili donne, qualcuna piccina, altre grassottelle, altri, virili maschi che imitano involontariamente Alberto Sordi. Il più patetico di tutti che non più giovane, intento pure lui, a correre dietro a "gentaglia" che vende merce sulla via Tuscolana. Lo fanno per sopravvivere. Sia i vigili che quelli che chiamano extracomunitari. Solo che quest'ultimi lo fanno con la testa incartata con delle sciarpe e le mani in tasca per il freddo. Moderni dannati della terra, figli sfortunati, vittime di bullismo adulto.

 

Eternit a via Cartagine davanti alla Asl nel X Municipio

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Sono state attivate le procedure di verifica?


di Angelo Tantaro -
24/11/2008

In via Cartagine, al Quadraro, proprio davanti alla Azienda Sanitaria Locale Roma B in bella, si fa per dire, mostra, un vecchio tetto di un capannone in Eternit (cemento-amianto) ad altezza d’uomo.

I numerosi frequentatori del poliambulatorio, prima di entrare nell’edificio, osservano questo tetto e si chiedono: non sarà pericoloso? Ma non era stata attivata dal Comune una procedura per la verifica dei tetti in eternit con eventuale rimozione? La competenza dei controlli è proprio dell’ASL. E' mai possibile che i responsabili dell’Azienda che dalle loro finestre puntate proprio sul tetto non abbiano proceduto d’ufficio? Dopo che un cittadino si è fatto le domande e si è dato anche le risposte ottimistiche sale le scalette dell’ambulatorio e non ci pensa più.

Il problema si ripresenta all’uscita, dall’alto delle scalette quando lo stesso cittadino trova, in tutta la sua miseria, il tetto grigio e malandato. Ma a tutti i cristiani che transitano per il marciapiede di fronte e che se lo ritrovano proprio ad altezza della bocca e dei polmoni, non farà male? Cosa c’è sotto il tetto, non si vede, per via di un muretto, ma vista la fatiscenza del manufatto, questo dovrebbe essere stato abbandonato.

Forse qualcuno dovrebbe approfondire. Per caso spetterà al X Municipio che “responsabilmente” cura tutte le nostre necessità?

 

Nostro Fratello Parco degli Acquedotti e la sua sicurezza.

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parco degli acquedottiUno dei parchi più belli ed estesi, orgoglio dei cittadini del X municipio

di Angelo Tantaro - 18/11/2008

Stiamo parlando dello spazio verde che unisce i quartieri Cinecittà, Appio Claudio, Quadraro che, per via delle sue ricchezze storiche e archeologiche, è uno dei parchi più belli ed estesi, orgoglio di noi cittadini del X municipio.

Anche ora che, con un po’ di rammarico, nel parco c’è un albero in cui è stato allestito un piccolo monumento funebre in ricordo dei due barboni polacchi uccisi in una notte dello scorso luglio.

Il popolo del municipio pensa che sarebbe stato meglio che non ci fosse stato nessun altarino, perché l’approccio al parco è di pace e familiarità.

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Metro A Porta Furba-Quadraro: una rastrelliera per bici o una fioriera?

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Metro A Porta Furba-Quadraro: una rastrelliera per bici o una fioriera?
Proposte e piccoli accorgimenti per migliorare la qualità della vita dei cittadini

di Angelo Tantaro - 17/11/2008

All’angolo di Via dei Fulvi con via Tuscolana dalla parte dei numeri dispari, è stato allargato il marciapiede e questa è cosa buona. Peccato che vi sostino continuamente due macchine e motorini. I vigili non si vedono. Attaccato al recinto delle scale della metro, tre/sei biciclette legate dalla mattina alla serra, con la catena. Il tutto in un mucchio di lamiera che ostruisce il passaggio.

Però mica male la presenza di biciclette. Dopo la fermata della metro Porta Furba inizia la salita e qualcuno giustamente blocca la bicicletta e prosegue con la metro.

Non sarebbe male installare una civile rastrelliera per biciclette, anche per far desistere qualche automobilista maleducato e/o disperato ad occupare uno spazio che non è suo.

Se proprio il Municipio non possiede rastrelliere e non ha soldi per acquistarle allora ci mettesse un elegante raccoglitore di carta e cicche come in centro o, meglio, una bella fioriera con seduta comoda per chi si aspetta alla fermata della metro Porta Furba Quadraro.

Piccoli accorgimenti che migliorano la qualità dei cittadini sfiancati.

 

La percezione del disagio nel cuore del X Municipio e la voglia di indebolirlo

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La percezione del disagio nel cuore del X Municipio e la voglia di indebolirlo
Al Quadraro tutti impegnati, da anni, per una nuova sede del Sert

di Angelo Tantaro - 14/11/2008

Il Quadraretto sarà pure il centro storico del X Municipio ma al tempo stesso dimenticato dalla propria amministrazione. Sarà perché è il primo nucleo abitativo dopo la discesa del Quadraro mentre il Municipio è molto più avanti a Cinecittà. 

Appena scesi dall’Urbe a destra c’è il Sert, una struttura per il recupero tossicodipendenti e alcolisti, in via dei Sestili vicino ad un consultorio famigliare, ad un asilo nido, in una strada limitrofa, poco illuminata, chiusa, di difficile vigilanza, dove gli unici a circolare sono proprio i frequentatori delle strutture pubbliche e gli abitanti della piccola strada.

Da anni si pensa di trasferire il “Servizio per le Tossicodipendenze SerT” del X Municipio. Già nel 2005 l’allora sindaco Veltroni chiedeva al governatore Marrazzo “La struttura è vicina a edifici scolastici, deve essere trasferita”, il consigliere Peppe Mariani, ora presidente di commissione alla Regione Lazio, proponeva il trasferimento del Sert alla biblioteca Raffaello del Municipio all’Osteria del Curato e la biblioteca nell’attuale ambulatorio con l’applauso dei residenti dell’ area, non perché il popolo del Quadraretto è intollerante, ma perché effettivamente la zona non è adatta. Il presidente del Municipio di allora, che è ancora oggi, dice "Il problema è che strutture del genere quando stanno in un tessuto urbano così densamente popolato creano grossi problemi": allora?

La gente, educata, di rimando risponde: “Ma è mai possibile che vicino ad edifici scolastici dobbiamo trovare siringhe per la strada e proprio nelle vicinanze del Sert, a volte, anche vili spacciatori e poveri tossicodipendenti sicuri della unica presenza di ragazzini e genitori?”

Altra comodità per questi sfortunati è la piazzetta angolo via del Quadraretto e via dei Levii, un po' isolata e conquistata facilmente giorno e notte dai dipendenti da droghe o alcool con un continuo via vai del soccorso 118 che gli stessi abitanti, dalle finestre osservano e impietositi chiamano.

 Proprio nel momento di sconforto da parte dei residenti, a distanza di tre anni di proteste sempre più insinuose, ecco che un consigliere del X Municipio, Umberto Matronola, lancia una proposta interessante, qualcuno dice provocatoria, altri dicono sensata: trasferiamo il Sert a piazza Cinecittà 11 presso il Municipio, come già è stato fatto per l’igiene mentale del terzo piano. Nello stesso edificio c’è la sede dei vigili, è sempre pieno di gente, ci sono i consiglieri che vanno e vengono e discutono, c’è l’illuminato presidente del Municipio, ci sono gli spazi.

Un’idea folgorante, caro consigliere. Avanti, facciamo uno sforzo, caro governatore Marrazzo, caro sindaco Alemanno, caro presidente Medici.

 

X Municipio: l’estinzione delle zebre al Quadraretto

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X Municipio: l’estinzione delle zebre al Quadraretto
Dopo i lavori nessun risultato per le buche. Gli abitanti chiedono, almeno, il ripristino della segnaletica

di Angelo Tantaro- 12/11/2008 

A soli pochi mesi dal solennizzato rifacimento del manto stradale in via dei Fulvi, piazza del Quadraretto, via dei Furi e limitrofe ecco quelli dell’Italgas. A luglio hanno occupato la zona, scaricato materiali, per giorni hanno bucato, coperto, ribucato e ricoperto gli squarci. Il mese dopo se ne sono andati.

Durante i lavori la gente sconcertata si chiedeva se lo facessero apposta o se fosse solo la solita sfiga che perseguita il popolo del Quadraro. La mobilitazione per eliminare le buche e gli avvallenamenti è stata inutile.

Caro Municipio, dopo il danno, ridateci, almeno, la segnaletica "salva cristiani".

Qualche vecchietta preferisce rivolgersi a qualche santo per far apparire le strisce pedonali e la indicazioni scomparse, non tanto per lei ma per i figli e i nipoti.

Una cosa positiva la vogliamo evidenziare. Gli abitanti del Quadraretto non riceveranno mai una multa per non aver usato le strisce pedonali primo perché i vigili non si sono mai visti e poi perché il pedone è multabile solo quando non usi le strisce se presenti nel raggio di 100 metri. Che pacchia ragazzi! 

 

Il cinema Quadraro, una targa per ricordare

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Il cinema Quadraro, una targa per ricordare
Era all'altezza di via Tuscolana 796 proprio dove ora c'è la fermata metro Porta Furba Quadraro

di Angelo Tantaro - 01/11/2008  

All'alba del 17 aprile 1944 al Quadraro i soldati tedeschi di Kappler rastrellarono in cinque ore circa 1500 persone libere. Furono portati dentro il cinema Quadraro di proprietà dei fratelli Cenci. Dentro al cinema una ventina di ragazze con macchina da scrivere presero le generalità, furono trattenuti 947 uomini tra i 16 e i 55 anni poi, con il tranvetto della Stefer, trasportati dentro gli stabilimenti di Cinecittà, da lì furono deportati al campo di concentramento di Fossoli e poi in Germania. Dopo la guerra meno della metà tornarono a casa.

Ora il cinema Quadraro non esiste più. I giovani si chiedono "Dove stava il cinema Quadraro?". All'altezza di via Tuscolana 796 proprio dove ora c'è la fermata metro Porta Furba Quadraro, sorge un palazzone di 8 piani costruito subito dopo il 1960, uno specie di scempio immediatamente dopo la discesa del Quadraro sulla destra.

Il Quadraro medaglia d'oro al merito civile potrebbe ricordare almeno con una targa questo cinema che in tempi di scarsi soldi, tra il primo e il secondo tempo scambiava la pellicola con il cinema Folgore situato dall'altra parte della Tuscolana in via dei Quintili. Altro cinema che dopo anni di abbandono è stato venduto ad una chiesa Coreana con l'incuranza del comune (ndr epoca Veltroni) che poteva far sorgere una casa della memoria e ritrovo culturale del quartiere.

 
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