Quadraro: 'A chi romanamente cadde'

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Il monumento ai caduti della guerra '15-'18 nel degrado più completo


di Angelo Tantaro -
23/10/2009

Quasi all’inizio della salita del Quadraro, una imponente croce di ferro lavorato sovrasta largo dei Quintili. Ai lati due scalette scendono in via dei Lentuli. Al centro delle scale, sulla parete, una lastra di marmo, con il simbolo dell’Italia e tredici nomi scolpiti sotto la scritta "A chi romanamente cadde 1915 – 1918". Monumento ai caduti per rendere gloria ai soldati del Quadraro periti durante la Grande Guerra. Questo triste ricordo è presente al confine tra il X e il VI municipio, dove ogni anno si commemora il rastrellamento del Quadraro “nella speranza che tutto questo non debba più accadere”.

Un messaggio molto forte. Nel degrado più completo. Buste di plastica, decine di bottiglie di birra che rotolano, cartoni di vino schiacciate sull’asfalto e sulle scale, fortissimo odore di urina e altro, erbacce che hanno spaccato il marmo delle scale. Scarabocchi sulle pareti. Ai lati del ricordo, nell’atrio, chiuso da un cancello, potrebbe esserci anche la carcassa di un animale tra i rigogliosi cespugli.

Non stiamo parlando di estrema periferia abbandonata, ma dellaparte iniziale del quartiere Medaglia d’Oro alla Resistenza, dove ogni anno il fior fiore del Comune e della Società Civile rievoca una tragedia.

Se non possiamo far affidamento sui Presidenti dei Municipi (Sandro Medici per il X e Giammarco Palmieri per il VI), sarebbe il caso di affidare il ricordo dei nostri caduti ai ragazzi della scuola elementare più vicina, per esempio la Damiano Chiesa, nostro futuro. Un modo come un altro per combattere il bullismo del presente che non è solo di ragazzi.

Il sonno della morte dei caduti, non sarà certamente meno duro se i monumenti a loro dedicati saranno curati e confortati dall'amore dei vivi. I morti rivivono nel ricordo e negli affetti dei vivi come scriveva Foscolo. In questo caso al Quadraro, i morti sono morti. E la frase scolpita nella pietra “nella speranza che tutto questo non debba più accadere” diventa solo la banale conseguenza di comportamenti demagogici.