I (quasi) misteri del X Municipio

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La nostra incursione del 25 maggio


di Angelo Tantaro -
31/05/2010

Martedì 25 maggio, per curiosità, ci siamo recati ad assistere ad una seduta del Consiglio Municipale a Piazza Cinecittà 11 alle ore 19.

Non sapendo dove fosse la “sala rossa” il salone dove si riuniscono i Consiglieri, abbiamo girato per i corridoi dei diversi piani senza trovare un cristiano a cui chiedere. Non solo non abbiamo trovato un’anima ma la cosa più strana è che i locali erano tutti aperti. Abbiamo girato per i corridoi deserti e siamo saliti per i piani facendoceli tutti. Alla fine siamo arrivati al 4° piano. Risolto il primo mistero. Quello del nome della sala. Nessuna evocazione romantica richiamata dalla maggioranza. E’ detta rossa per via del colore delle poltroncine.
Di misteri ne rimangono altri due. Perché i locali erano tutti aperti senza nessun (apparente) controllo? Boh! (non lo sappiamo).
Ma c’è un altro impenetrabile arcano. Abbiamo trovato cicche di sigarette per le scale, in alcuni angoli e sotto i termosifoni. In effetti, per trovare la “sala rossa”, abbiamo seguito l’odore del fumo di sigarette.
Alle pareti rari cartelli, quelli previsti dalla legge, di colore rosso e bianco con su scritto: “VIETATO FUMARE ai sensi dell’art. 1 legge 584/75... Preposto alla vigilanza dell’osservanza di divieto e all’accertamento dell’eventuale inflazione è...” Mistero. Non è indicato nessun nome, in nessun avviso, in nessun piano.
Eppure, per quanto ne sappiamo, è un obbligo indicare il nome della persona preposta alla vigilanza e all’accertamento dell’eventuale infrazione alla legge sul fumo.
Conoscere il nominativo del funzionario incaricato rimarrà un segreto fino a quando non sarà nominato e reso pubblico.

Per adesso teniamoci le cicche per terra e l’odore di fumo in un luogo pubblico come il X Municipio di Roma sede anche del X Gruppo Vigili Urbani.