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La pop art sui muri del Quadraro (non sempre condivisa dal popolo che ci abita)

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La pop art sui muri del Quadraro (non sempre condivisa dal popolo che ci abita)

Il Quadraro si appresta a diventare un museo a cielo aperto

http://www.abitarearoma.net/la-pop-art-sui-muri-del-quadraro-sempre-condivisa-dal-popolo-che-ci-abita/

di Angelo Tantaro - 17 ottobre 2013

L'opera di Ron English al Quadraro (foto di Angelo Tantaro)

Il M.U.Ro, il museo di urban art a cielo aperto del Quadraro si è arricchito di un’altra opera. Per il muro di via Pisoni, angolo via dei Quintili, V Municipio di Roma Capitale (proprio al confine con il VII Municipio, ricordiamo che il Quadraro è diviso proprio come Berlino di una volta) l’artista statunitense Ron English, che gioca con i simboli della cultura consumistica e con i linguaggi della pubblicità, ha scelto come protagonista The Temper Tot, lo stesso Hulk bambino dipinto un anno fa a little Italy.

“E’ una figura che unisce in sé la forza e immaturità, come un bambino di due anni. Può rappresentare il contrasto fra un Paese con un forte esercito, ma con una leadership immatura” ha dichiarato l’autore.

A dir la verità non ci convince molto questo murales che ha poco a che fare con la storia del quartiere e quella dei propri abitanti.
Scomodare Ron English, che alcuni giornali indicano come star del surrealismo, ci sembra eccessivo visto il risultato e non vediamo tutto questo impegno all’originalità e all’immaginazione più sfrenata proprio del movimento artistico cui appartiene Ron English.

Avremmo preferito un’opera più adeguata, nei colori e nei contenuti, e in armonia alle grandi battaglie sostenute dal popolo del Quadraro non solo contro i nazifascisti ma anche contro la devastazione del territorio subita a causa di incompetenti , distratti, furbetti amministratori o anche a tematiche rivolte all’integrazione multiculturale o, ancora, avremmo preferito almeno un’operazione più sincera di pura bellezza estetica. Anche questa sarebbe stata certamente una scelta culturalmente e socialmente importante.

Abbiamo meglio condiviso la sperimentazione dello scorso anno con Gary Basement che per il suo murales si ispirò al rastrellamento nazista del ’44 ricordando così anche l’esperienza dei genitori polacchi sopravvissuti all’olocausto, un bell’esempio di condivisione della tragedia in armonia con la cultura e la sensibilità degli abitanti.

Speriamo in meglio per il futuro, speriamo che a scegliere l’artista sia la comunità del Quadraro. Comunque ringraziamo Ron English che è solo l’ultimo degli artisti che in questi due anni hanno contribuito a fare del Quadraro un museo a cielo aperto. L’iniziativa di M.U.Ro, che condividiamo in pieno, è nata nella primavera del 2012. Un’esperienza che ha portato nel quartiere pittori di fama come Jim Avignon, Gary Zelda Bomba. Senza dimenticare i tanti artisti italiani che hanno prestato il loro talento al Quadraro: Nicola Alessandrini, Irene Rinaldi, Alberto Corradi, Massimo Giacon, Diavù, Ale Giorgini, Alice Pasquini.

 

 
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