Personaggi del Quadraro nella memoria di Luciano Muratori

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Erano gli anni sessanta quando in via Giulio Igino, piccola traversa di via Columella al Quadraro, c'era un proliferare di piccole attivita' dei suoi abitanti, erano tutte casette molto basse che iniziavano dall'ingresso della via, dove si accedeva da un arco di marmo e si prolungavano parallelamente leggermente in salita una di fronte all'altra fino a via dell'Aeroporto, erano tutte bianche tinte a calce, sembrava una piccola Casbah araba, la mattina sempre puntuale arrivava Maddalena, una vecchina molto piccola e aggobbata, spingeva il suo carretto pieno di frutta fino all'ingresso dell'arco e rimaneva li' fino all'ora di pranzo per vendere quelle poche cose, quando noi ragazzini la vedevamo arrivare gli correvamo incontro per aiutarla a spingere quel carretto per gli ultimi cinquanta metri, una volta che questo era posizionato ci regalava dieci lire, e' evidente che aveva un grande senso del lavoro.

Alle quattro del pomeriggio passava con la sua bicicletta, Peppe il fusaiaro, non so' se si chiamava veramente Peppe a Roma tutti i fusaiari si chiamavano Peppe, lo sentivamo arrivare da lontano perche' spingendo la sua bici a piedi, gridava ad alta voce fusaieeee....., dalle nostre case uscivamo ma non prima di aver chiesto ai genitori dieci o cinque lire perche' c'era Peppe, correvamo per andargli incontro e alla nostra vista lui si fermava con la bici e noi sceglievamo tra le sue cose, a destra e a sinistra del manubrio c'erano i secchi delle olive e delle fusaie, al centro c'era la cassetta dei bruscolini, del castagnaccio, i zeppi di liquirizia, le pesche a sorpresa, le caramelle, la merce aveva tre prezzi che andavano dalle cinque lire alle venti lire, e a seconda di quanto potevi spendere ti indicava cosa potevi scegliere, lui passava tutti i giorni puntuale alle 16 pero' con il passare degli anni la sua voce si faceva sempre piu' bassa e gridava solo eeeee….., poi non l'abbiamo visto piu'.

A casa veniva il barbiere a farci i capelli eravamo in tre, mio padre io e mio fratello, allora si concordava il prezzo a forfait per tutti e tre i tagli.

All'angolo di via Cincinnato, con via Monte del Grano, dove tutt’ora c’è lo smorzo, il pomeriggio si posizionava sempre Nicoletta per vendere le caldarroste, aveva una pensione sociale e le castagne gli facevano arrotondare un po' il suo misero mensile.

Questi sono stati solo alcuni dei personaggi del Quadraro, ma credo di tutte le periferie d'Italia, per anni hanno rappresentato la vita popolare dei quartieri periferici di tutte le citta',ci hanno lasciato ricordi di un tempo che insieme a loro abbiamo vissuto,loro insieme a tutti gli altri hanno contribuito a far rinascere un paese uscito sconfitto e umiliato dalla guerra, allora chissa', se a tutti loro, forse gli spetta un posto in Paradiso.

Luciano Muratori